lunedì 22 aprile 2013

Lettera aperta a Giorgio Napolitano

di Mirella Ramonda

Dopo aver ascoltato il discorso di insediamento del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ho provato il desiderio di inviargli questo messaggio, attraverso la sua pagina FB.

Onorevole Sig. Presidente, Le scrivo per la seconda volta.
La prima volta è accaduto perchè ho provato il desiderio di ringraziarLa per avere difeso la nostra Legge Costituzionale. Non pensavo che avrebbe avuto modo di leggere la mia mail, visto i Suoi impegni, ma è stato un gesto spontaneo.
Oggi le scrivo nuovamente, dopo avere ascoltato il Suo discorso di insediamento. Capisco che si sia sentito costretto a riaccettare il mandato, per il bene del Paese.
Desiderlo rivolgerLe questa volta, rispettosamente, un appello.
 
Lei ha appena detto che sarà un Presidente al di sopra delle parti e non partigiano.
La prego, si ricordi che il 25% degli italiani ha votato il Movimento Cinque Stelle. Il venticinque per cento degli italiani, quindi un quarto del Popolo che Lei si è impegnato a tutelare e rappresentare. I parlamentari che siedono alla Camera e al Senato sono lì perchè così ha voluto un quarto degli italiani. Io sono tra questi, e li ho votati, insieme a tanti altri milioni di italiani, perchè non mi sentivo più rappresentata da quei partiti che da sempre esistono, ma che, a mio modesto parere, hanno tanto promesso e poco mantenuto. 
 
Le folle che si riuniscono in piazza, sono cittadini, composti, educati, democratici, ma preoccupati del futuro dei loro figli o addirittura disperati. E hanno il diritto di occupare le loro piazze, se democraticamente e con ordine. Perchè il Paese appartiene agli Italiani tutti, non solo a quelli che siedono nei posti di potere.
Se c'è separazione tra il Popolo e il Parlamento, è il Parlamento ad avere il dovere di capire il perchè i cittadini, Popolo Sovrano, si lamentano. 
 
Io sono nata nel dopoguerra, e sono certa, come Lei molto meglio di me saprà, che la fame e la povertà di allora, non sono minimamente paragonabili a quelli di oggi, che non è indice di povertà non potersi permettere l'acquisto di un telefono di ultima serie.
Ma i poveri veri ci sono, ed in un Paese ricco (io ritengo che l'Italia sia ancora ricca), nemmeno un povero dovrebbe esserci. 

Sig. Presidente, Le auguro un buon lavoro, ben sapendo che non sarà per lei semplice.
Ma La prego ancora, non dimentichi che un quarto degli italiani ha scelto di essere rappresentato dal M5S, e che un alto quarto si è rifiutato di votare.
Metà popolo italiano non crede più nelle strutture di partito. Credo che questo debba essere valutato e non sottovalutato. 

 La ringrazio per Sua la paziente attenzione.
Con tutto il mio rispetto, rinnovo i migliori auguri per un sereno proseguo del suo incarico Presidenziale, e le porgo io miei saluti.


 Mirella Ramonda

1 commento:

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