Partecipare e sapere di aver fatto la differenza: queste sì che sono soddisfazioni!!
"Dear Enza
I am so excited to be able to write to you today to let you know that
around 180 political prisoners in Burma have been released in the last
two weeks. Thank you very much for your great support to free all
political prisoners in Burma.
Burma Campaign UK was established after the military regime refused to
accept the election result in 1990. Now at last, after years of
campaigning in Burma and internationally, there is an NLD-led government
that the people of Burma have voted for. And already we are seeing
positive changes, with political prisoners starting to be released.
I am so excited that some political prisoners are being released, and
being reunited with their family members. These releases show that
campaigning does work. However, there are many political prisoners
remaining in jail. For example, Kachin farmer Lahpai Gam, who was
sentenced to 20 years in jail under false accusations, is still in
jail. It is very important that people like Lahpai Gam are not
forgotten.
If we draw the attention of the NLD-led government to the remaining
political prisoners, hopefully they will also be released. So we are
going to continue our campaigns for the release of all remaining
political prisoners in Burma so they can also go home and be with their
families. We still need your help to make that happen.
Released political prisoners who we campaigned for include:
Released!
A prominent woman activist, Naw Ohn Hla, was arrested for protesting
outside the Chinese Embassy in Rangoon. She was sentenced to 6 years and
2 months with hard labour in Insein Prison in Rangoon.
Released!
Htin Lin Oo is a writer and a former Information Officer from the
National League for Democracy (NLD). On 23rd October 2014, he gave a
speech at a literary event in Chaung-U Township in Northern Burma.
During his speech he criticised the use of Buddhism to promote
discrimination and prejudice in the country. He was sentenced to 2 years
in prison.
Released!
Naing Htay Lwin and Myo Min Min are two union leaders who were arrested
for organising protests calling for a pay rise of $1 a day. They were
arrested for protesting without permission, and they were also falsely
accused of advocating violence during protests. They were sentenced to 2
years and 6 months in prison.
Released!
Aung Soe is a member of Yangon People’s Support Network and a former
political prisoner. He has been arrested numerous times for his peaceful
activities. In 2013, he was arrested and sentenced to eleven and a half
years in prison for his part organising protests with farmers to plough
land which had been confiscated by the Burmese government.
Released!
Htin Kyaw, a human rights activist, has been repeatedly arrested and
jailed for his peaceful political activities. He was arrested on 5th May
2014, and charged under two different counts including under Article 18
of the Peaceful Assembly Law. He was sentenced to 13 years and 6 months
in Insein prison.
Released!
Nilar Thein was arrested by police for allegedly supporting student
protests against the controversial Education Bill last year. Nilar Thein
was charged under Article 18 of the Peaceful Procession Law. She was on
trial while being remained in detention.
Your support has made a real difference for these political prisoners.
If we draw the attention of the NLD-led government to the remaining
political prisoners, hopefully they will also be released. Please help
us for the release of all remaining political prisoners in Burma. We
will email you soon with new actions for the political prisoners.
Ormai
sono molti i popoli nel mondo che vedono calpestati i loro diritti
umani da governi che non vogliono, e la gran parte di questi è insorta
chiedendo con forza che sia rispettata la dignità delle persone, la
libertà di espressione, il diritto alla propria cultura, il diritto a
vivere una vita senza dittatura, senza repressione, una vita tranquilla
con un lavoro e una famiglia, con la sicurezza per il benessere proprio e
del Paese... E' sulle ultime storie dei popoli vs governi che ho deciso di postare in questi giorni. Non andrò a ritroso nel tempo perché lo scopo è quello di evidenziare quanto le proteste - nel "post-globalizzazione" - accomunano un popolo all'altro. Mentre invece la storia di ogni Paese è a se (...)
Attivista di Hrw: il regime militare birmano è "violento come sempre"
David
Mathieson, di Human Rights Watch, accusa: l'esercito è impermeabile al
cambiamento e perpetra abusi e violazioni. Fra i soldati regna una
"cultura del sadismo" che ha un aspetto "ludico". Il governo promuove
riforme, ma per i veri cambiamenti occorre la modifica della
Costituzione.
Yangon
(AsiaNews/Agenzie) - L'esercito birmano è impermeabile a cambiamenti o
riforme democratiche e continua a perpetrare "gravi violazioni ai
diritti umani" nonostante il tentativo del governo di modernizzare -
anche in chiave politica - il Myanmar.
È quanto denuncia un attivista di
lungo corso di Human Rights Watch (Hrw), che ha appena
compiuto un soggiorno nel Paese del Sud-est asiatico e non ha registrato
un'evoluzione "degna di nota". "A dispetto dei cambiamenti in corso -
avverte - desta preoccupazione il fatto che l'esercito non mostra alcuna
intenzione di cambiare".
Da mesi l'esecutivo guidato dal presidente Thein Sein, formato da
civili ma sostenuto dal fronte militare, ha avviato una campagna
riformatrice, che ha portato alla liberazione di - una parte dei -
detenuti politici, il ritorno di Aung San Suu Kyi e della Lega nazionale
per la democrazia (Nld) nell'alveo politico e dialoghi con le minoranze
etniche in vista di un accordo di pace.
Tuttavia, i propositi di cambiamento sono osteggiati dalla potente
ala militare che domina ancora in Myanmar pur muovendosi "dietro le
quinte". David Mathieson, ricercatore di lungo corso dell'ente con base a
New York, avverte che le riforme sinora promosse da Thein Sein posso
essere "rovesciate" con estrema facilità, soprattutto se non vi saranno
modifiche sostanziali al Codice e alla Costituzione, emendabili solo con
l'approvazione dell'esercito. E il regime militare, aggiunte, rimane
ancora oggi "violento come sempre".
L'attivista di Hrw sottolinea che il fronte militare resiste al
cambiamento e "nessuno sa cosa succeda al suo interno". Resta però una
diffusa "cultura del sadismo" anche a sfondo "ludico". Un elemento che
emerge soprattutto nelle battaglie in corso contro le milizie ribelli
Kachin, nell'omonimo Stato a nord del Myanmar, al confine con la Cina,
dove i soldati sparano sui civili, devastano proprietà e costringono la
gente ai lavori forzati o violentano donne più o meno giovani.
Infine, David Mathieson punta il dito contro quello che definisce il
"paradosso della Birmania di oggi", in cui si può discutere di argomenti
e tematiche tabù in passato, mentre "continuano le violazioni ai
diritti umani". Il governo ha liberato "molti leader di primo piano" fra
prigionieri politici e attivisti, conclude l'esperto di Hrw, ma "altre
centinaia ancora oggi restano rinchiusi nelle carceri birmane" e il loro
numero esatto resta un mistero.