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mercoledì 15 maggio 2013

Jacopo Fo: sullo stupro (2008)

Fuori dal liceo Mamiani di Roma è apparsa una scritta che diceva grossomodo:
 Franca Rame ha goduto a essere stuprata.
Si tratta di un antico insulto alle donne vittime di violenza sessuale. Vuol dire che sei tanto troia che ti piace comunque. 
Chi ha scritto questa frase evidentemente non ha idea di molte cose. 
Mia madre fu ustionata con le sigarette accese e tagliata con le lamette. La perizia medica misurò tra l’altro una ferita lunga quasi 30 centimetri. 
Poi fu violentata dai componenti del commando fascista che l’aveva sequestrata armi alla mano. L’aggressione fu talmente disumana che perfino uno dei membri del commando, disgustato, chiese agli altri di smetterla e ricevette per questo un ceffone che lo riportò all’ordine. 
Ora io mi chiedo che idea del sesso abbia uno che è convinto che una donna possa godere ad essere violentata. 
E mi chiedo che piacere sessuale possano trarre le donne che si accoppiano con questo individuo. 
E mi chiedo di che dimensioni sia il deserto interiore di questo maschio rampante, e quanta paura debba avere di non essere all’altezza di un vero incontro d’amore e di passione. 
Forse se entrasse nelle scuole una buona educazione al sesso e ai sentimenti questo vuoto esistenziale potrebbe essere colmato nelle generazioni future.
 
La malattia dell’Italia non è solo politica, è morale, filosofica e sentimentale. Molti non sanno neppure cosa siano i sentimenti. Vivono tenendo carcerate le loro emozioni. (…)
 
Io non credo che l’Italia cambierà seguendo chi è bravissimo a denunciare la corruzione e la violenza del capitalismo ma si dimentica di parlare di amore, amicizia, tenerezza, sesso, parto dolce, sentimenti, emozioni, ascolto di sé, educazione non autoritaria, scuola comica, arte, valore della vita, necessità di dare un senso anche alla morte. 
Il futuro migliore lo si costruisce casa per casa, migliorando i nostri baci e smettendo di consumare energia elettrica prodotta dal petrolio. E scendendo per strada a distribuire abbracci gratis. La mancanza d’amore si cura aumentando l’amore.”
 
— Jacopo Fo (25/02/2008)

domenica 9 settembre 2012

Franca Rame scrive a Monti

SABATO 18 AGOSTO 2012 - FRANCA RAME SCRIVE A MONTI –
(PREGANDO DI FAR GIRARE)

Gentile presidente Monti, dopo la lettera che le ho inviato il 7 gennaio 2012, pubblicata su Il fatto, rieccomi a disturbarla. Speravo tanto in Lei, con la sua faccia per bene, ma come diceva Johnson, "la correttezza di un uomo non è cosa che si possa dipingere sulla faccia di un governante". 
Lei è Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 16 novembre 2011: il suo primo atto d’amore verso il suo popolo fu una mazzata sulla testa dei pensionati.
Dopo quasi nove mesi del Suo governo cosa ci troviamo nelle mani ?
Nulla o quasi!

LA SITUAZIONE finanziaria è peggiorata di molto. Oggi lo spread sta sfiorando i 500 punti. Tutto è aumentato. Vai nei supermercati e vedi anziani che si aggirano tristemente nei corridoi, per mettere insieme pranzo con la cena . Boom di vendite: le cosce di pollo. Ma che razza di galline state allevando, con otto zampe ciascuna?
La situazione in Italia dalla mia prima lettera ad oggi è peggiorata di molto: pesante, seria e pure tragica. Imprenditori onesti si impiccano per non poter retribuire gli operai o non pagare i debiti con le banche.

Su Repubblica del 14 agosto ho trovato un trafiletto interessante e mi è venuto il desiderio di inviarGlielo: chissà che Le venga l’idea di fare quanto propone il giornalista Mark Haddon.
Tema: "I ricchi pagano poche tasse".
Riassunto: lo scrittore d’Oltremanica Mark Haddon dalle pagine del Sunday Times rivolge un appello al premier britannico David Cameron: "Voglio pagare più tasse!"
Si domanda lo scrittore: "Ma perché alla gente che come me, che guadagna milioni di sterline all’anno, non viene chiesto di pagare di più, contribuendo così a ridurre i tagli della spesa sociale ? E’ immorale che io, in proporzione, paghi meno tasse della mia governante".

QUI DA NOI IN ITALIA a parte qualche raro balbettio di industriale subito zittito e sfottuto, in alcuni casi denunciato alla pubblica opinione "come persona con problemi psichici", ci si continua a raccontare che il problema non è quello.

Ne siete certi, cari tecnici sapientoni? Basta cliccare su www.italiaora.org per vedere apparire qualcosa di sorprendente: in rosso un contatore gira vertiginosamente accanto alla voce "debito pubblico". La cifra, nella frazione di un secondo in cui scrivo, è di 1.961.444.900.761 euro; soldi spesi in interessi sul debito pubblico, euro 63.730.900; soldi evasi al fisco, euro 187.789.133.774 .
Queste cifre, se ci andrete ora, le troverete aumentate, e nemmeno di poco. Ho davanti agli occhi la visione dei nostri parlamentari che mangiano come papponi in piatti d’oro sopra le nostre teste !
Non se ne può più !

P.S.

Chi legge questo articolo è pregato di diffonderlo. Così la gente comincia a prepararsi e a studiare per chi votare alle prossime elezioni.