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giovedì 18 maggio 2017

10 motivi per sostenere la cannabis terapeutica

#Iosostengolacannabisterapeutica è una campagna di sensibilizzazione sulla cannabis in medicina nata da alcuni pazienti che tra le altre cose chiedono fondi per la ricerca, corsi per i medici, certezze sulla patente e l'estensione delle patologie per le quali è prevista la dispensazione a carico delle regioni, oltre che l'estensione della gratuità a tutte le regioni italiane.
(continua a leggere su CannabisTrapeutica

Per aderire alla campagna clicca QUI

 Le seguenti illustrazioni sono state pubblicate quotidianamente nel gruppo facebook "IoSostengoLaCannabisTerapeutica".
E da oggi il nostro Dottor C vi spiega i tanti motivi del perchè abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per la campagna di sensibilizzazione per la cannabis terapeutica! Forza Doc...siamo tutt'orecchie!
#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA


Il Dottor C proprio zitto non sa stare...e stamattina il secondo meme vi deve dare!!! Le nostre richieste sono chiare, speriamo che ci sia qualcuno che le sappia ascoltare!!! Intanto voi condividete che male non farete!
#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA

Il Dottor C stamattina si sveglia prestino e continua con le sue richieste!!! Zitto non ci sa stare!!! Questo è un argomento da affrontare...perchè tutti dobbiamo guidare!!! Non ci possono fermare!
#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA

Ecco...ecco...è il suo momento!!!
Il Dottor C fa un'altra richiesta e nessuno ormai lo arresta!
E di questa proprio tanto abbiamo bisogno, non vorremmo rimanesse solo un sogno!!!
Suvvia fate girare che la voce di Dottor C si deve far ascoltare!!!
#IOSOTENGOLACANNABISTERAPEUTICA


 Il Dottor C non sta imparato! E sui vaporizzatori tira fuori toni accusatori...non vorrete mica farci svenare per poterlo acquistare??? Se il Vapo medico mi devo comprare, su Stato, cercami di aiutare!!!!
#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA

Stamattina il Dottor C è arrivato un pò lungo ma non manca al suo appuntamento! E oggi la sua richiesta è chiara...più se ne parla e meglio è! Informare e divulagare il giusto messaggio ci aiuterà sempre di più!!! Quindi....
#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA sempre e dovunque!


Oggi una cosa importante il Dottor C vi deve ricordare!
I nostri soldi delle tasse, almeno una parte, alla ricerca li vogliamo destinare???
Ce n'è tanto bisogno, non lasciamo che rimanga solo un sogno!
Forza e coraggio, condividete più che potete!!!
Questo messaggio a tutti deve arrivare perchè ognuno di noi può interessare!!!
Non c'è scusa, non c'è polemica...

#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA

Arriva...arriva...oggi è una giornata particolare ma il Dottor C un motivo lo vuol dare! In Italia le cose le sappiam fare bene, se vogliamo, quindi orsù, produciamo!!!
Che si tratti di resine o concentrati, l'importante che non siano adulterati!!!
Tanto cbd ci può far bene, purchè sia prodotto con arte e sapere!
#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA

Stamattina il Dottor C chiede garanzie e quindi non si scherza, perchè tutti abbiamo diritto di avere un prodotto analogo a prescindere da che farmacia, privata od ospedaliera, lo prendiamo!
Non divideteci in serie A ed in serie B anche in questo campo...Bastaaaaaa
#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA perchè la necessità non diventi una supplica!!!

Ed ecco il motivo 10....mai come oggi attuale per un problema anormale! Dottor C è un po' arrabbiato...qualcosa bisogna fare per non essere accantonato!!! Aumentare le licenze, gli strain? un sogno? noi ci speriamo, anche perchè per molti di noi è un vero e proprio bisogno! Non lasciateci senza terapia perchè per noi diventa una agonia, e se si somma al nostro dolore non possiamo sopportare il temporeggiare...quindi...
#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA


L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta, schermo e spazio al chiuso
Nella foto il Dottor C in trasferta con il suo creatore Mirko Oni Figoli allo SMACK! - Fiera del fumetto di Genova  

#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA

sabato 29 aprile 2017

Cannabis She Can

Valentina Zuppardo, moglie di Mirko Figoli, dopo che il suo giovane consorte è stato colpito dal cancro e dopo il primo impatto shoccante con questo killer (quasi silenzioso) ha deciso di creare la pagina CANNABIS SHE CAN  per dare l'opportunità a tutti di conoscere altre vie (oltre quelle ufficiali) per affrontare il cancro e ce lo spiega così:

IL PERCHE' DI QUESTA PAGINA

Oggi per me ricorre uno di quei giorni che non si scordano.

Immaginate un giorno come tanti.
Immaginate, in quel giorno come tanti, piovere d'improvviso la malattia come fulmine a ciel sereno.
Tutto si ferma. Tutto si svuota. Tutto perde valore.
Immaginate svanire sogni, progetti, futuro.
Immaginate di essere catapultati in un modo surreale, dove i giorni si susseguono, i dubbi e le paure crescono.
Un mondo fatto di buio, sofferenza e dolore. Un mondo che non puoi raccontare ai tuoi bambini, un mondo che non puoi dividere con gli altri e che non sai come affrontare.
Allora speri che le cose si risolvano, perché una cura non può non esserci. In fondo sai così poco di questa malattia, una soluzione di sicuro ci sarà.

E invece no, una soluzione non c'è.

Allora cadi ancora più giù, sul fondo.
E mentre ti arrovelli giorno e notte, in cerca di un perché capisci che hai due strade: venire schiacciato dal dolore o trasformare quel dolore e quella fottuta rabbia in FORZA.
Allora asciughi le lacrime, alzi il viso e ti rendi conto che non sei solo, che intorno a te ci sono milioni di persone con il tuo stesso dolore e la tua stessa fottuta rabbia.

Non sei solo e te ne accorgi solo ora perché quel dolore e quella rabbia sono la tua quotidianità.

Scopri che ci sono bambini che affrontano ogni giorno con il sorriso e l'innocenza la malattia, ragazzini che confortano i propri genitori nonostante la sofferenza, giovani madri e giovani padri che fino all'ultimo sostengono la famiglia dando loro forza, uomini e donne che tirano fuori una forza innata. Ma c'è anche tanta, tanta, tanta disperazione.

Allora scegli di COMBATTERE non solo per TE, ma anche per TUTTI loro. La TUA battaglia è la LORO battaglia. Quella di chi non ha più voce per URLARE.

Scegli di COMBATTERE perché non puoi sempre aspettare che arrivi qualcun altro a farlo al tuo posto.

Scegli di COMBATTERE per provare a cambiare le cose, nel tuo piccolo.

Ho scelto di aprire questa pagina perché ai malati vengano offerte armi in più. Perché chi è malato ha già il peso della malattia e non dovrebbe preoccuparsi di difendere i propri diritti.

Ho scelto di aprire questa pagina perché nessuno sceglie di ammalarsi ma TUTTI devono poter scegliere come CURARSI, attraverso una corretta informazione e la gratuità delle cure. Attraverso uno stato che investe nella RICERCA e tutela i propri cittadini, soprattutto quelli più deboli.

Noi abbiamo una grandissima arma a disposizione, che spesso dimentichiamo: l'UNIONE.

Facciamo sentire la nostra voce e facciamolo nel modo giusto

-*-*-*-*-


Passate parola!

INVIAMO TUTTI LA MAIL STANDARD CHE SEGUE ALLE ISTITUZIONI

Ho creato una MAIL STANDARD da inviare alle istituzioni, chiunque voglia appoggiare questa iniziativa a favore della CANNABIS AI SOLI FINI TERAPEUTICI può inviarla alle seguenti mail pubbliche:

segr.rs@sanita.it (Direzione generale della ricerca e dell'innovazione in sanità)
segretariato.generale@sanita.it (Lorenzin)
g.apuzzo@sanita.it
roberta.pinotti.senato@gmail.com
segr.dgfdm@sanita.it (Marcella Marletta)

~~~ Copia il testo della mail che segue ed invialo ~~~

OGGETTO: #noicimettiamoLafacciaeilCuore

Buongiorno,
scriviamo questa mail perché vogliamo urlare contro l'indifferenza che ruota attorno alla cannabis terapeutica e ad i suoi impieghi.
Scriviamo perché intorno a noi ci sono milioni di persone che vivono nel dolore e nella sofferenza una vita che spesso non può essere definita tale, perché la malattia ti trasforma fino a toglierti tutto.
Scriviamo perché non ne possiamo più di sentirci impotenti e perché tutto questo non può continuare ad essere ignorato.
Ci uniamo al grido di chi soffre e ha bisogno di un'arma in più in questa battaglia.
Chiediamo che il Governo investa nella ricerca clinica sulla cannabis terapeutica per tutte le patologie potenzialmente trattabili.
Chiediamo che medici e farmacisti vengano adeguatamente formati e siano pronti a prescrivere e curare con la cannabis terapeutica.
Chiediamo che venga fornita corretta informazione alle persone malate e non, sulle opportunità di cura.
Chiediamo accessibilità alle cure per tutti i malati indipendentemente dalla regione di appartenenza.
Chiediamo una risposta.

Abbiamo bisogno di concretezza nell'immediato perché chi è malato non ha tempo di aspettare e la salute è un diritto di ogni cittadino.

Gli Italiani.


-*-*-*-*-



UN PO' DI CHIAREZZA SULLE NOSTRE CURE INTEGRATE

Dopo la messa in onda dell'intervista a mio marito e al dottor Marco Bertolotto, che ci segue con la Cannabis terapeutica, molte persone ci hanno contattato chiedendoci maggiori informazioni sulle terapie integrate che seguiamo da 2 anni e mezzo.
Ci teniamo a chiarire che mio marito, affetto da tumore cerebrale inoperabile, ha seguito fin da subito dopo la diagnosi, e in concomitanza a chemio e radio, le seguenti

TERAPIE INTEGRATE:
- Protocollo dietoterapico di supporto seguito dal Biologo Nutrizionista Dott. Riccardo Monaco presidente Nutri.prof. di Roma.
- Protocollo integrato del dottor Paolo Lissoni, oncologo di Milano, esperto di PNEI.
- Ipertermia oncologica profonda in un centro di Genova.
- Dopo circa sei mesi abbiamo introdotto la cannabis terapeutica, quando già i sintomi legati all'emiparesi (definita irreversibile dagli specialisti) erano rientrati e la malattia si era stabilizzata.
- Abbiamo introdotto anche altre integrazioni a discrezione dei medici che ci hanno seguito.
L'intervista è stata incentrata sulla Cannabis terapeutica per scelta del programma e non sarebbe stato possibile esaurire in pochi minuti 2 anni e mezzo di cure.

Abbiamo avuto l'opportunità di parlare di CURE INTEGRATE e ci tenevamo a farlo perché c'è scarsa informazione a riguardo, tra i pazienti ma anche tra i medici. Il nostro è stato un percorso lungo e difficile, soprattutto nel reperire le informazioni e trovare medici preparati.
È giunto il momento che se ne PARLI.
È giunto il momento che i malati siano INFORMATI sulle varie opportunità di cura da poter affiancare al protocollo seguiti sempre da medici specializzati.
È giunto il momento che si crei consapevolezza tra le persone, affinché possano SCEGLIERE come curarsi.

Valentina Zuppardo


potrebbe interessarti anche questo intervento:
CANNABIS E CHEMIOTERAPIA, ASCOLTATE...
Interessantissimo intervento del Prof. Ivan Nabissi sull'impiego della CANNABIS TERAPEUTICA come sinergizzante alla chemioterapia per tumore cerebrale e mieloma.
I risultati clinici (su pazienti) ci sono, ascoltate...
Dobbiamo portare alla luce questi risultati importantissimi in modo che tutti i pazienti possano affiancare fin da subito la cannabis al protocollo
https://www.youtube.com/watch?v=aXwf6zyY2Gw

#IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA

Elisabetta Biavati, è l'amministratrice principale del gruppo Dolore e Cannabis Terapeutica (https://www.facebook.com/groups/WeedyouandMe/), creato il 6 luglio del 2016 e che ad oggi conta poco meno di 3000 iscritti. Questo gruppo è dedicato ai malati per i malati, è un luogo virtuale dove confrontarsi, capire l'andamento delle terapie con la cannabis terapeutica, conoscere gli eventuali centri dove ci si può curare o i dottori che la prescrivono. E' una rete solidale tra malati e professionisti medici. Un gruppo nato con l'obiettivo di creare un luogo di informazione, confronto e supporto per la terapia di varie patologie a base di cannabis terapeutica. Proprio per dare completezza a tutto ciò vi sono medici e farmacisti che interagiscono con i preziosi consigli per risolvere dubbi nelle indicazioni e preparazioni galeniche che sono la centralità delle varie cure.

Il 22 aprile 2017, da encomiabile attivista qual è, nonostante il suo stato di salute non proprio ottimale, Elisabetta ha oltretutto avuto l'idea di lanciare anche la singolare iniziativa #IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA (insieme a Valentina Zuppardo) che in pochi giorni ha accolto circa 1.000 adesioni.



Valentina Zuppardo è moglie di paziente oncologico: #cimettolafaccia a favore della CANNABIS TERAPEUTICA per la ricerca sul cancro e non solo.
E' amministratrice della pagina Cannabis She Can (https://www.facebook.com/valentinazuppardo.causa/?hc_location=ufi) nata anch'essa nel 2016 e conta poco meno di 2000 sostenitori. La prima cosa che risalta all'occhio una volta entrati nella pagina è un post fissato in alto che invita ad appoggiare l'iniziativa a favore della cannabis terapeutica attraverso una email standard da inviare alle istituzioni, che pubblico qui di seguito:


Passate parola!
INVIAMO TUTTI LA MAIL STANDARD CHE SEGUE ALLE ISTITUZIONI

Ho creato una MAIL STANDARD da inviare alle istituzioni, chiunque voglia appoggiare questa iniziativa a favore della CANNABIS AI SOLI FINI TERAPEUTICI può inviarla alle seguenti mail pubbliche:

segr.rs@sanita.it (Direzione generale della ricerca e dell'innovazione in sanità)
segretariato.generale@sanita.it (Lorenzin)
g.apuzzo@sanita.it
roberta.pinotti.senato@gmail.com
segr.dgfdm@sanita.it (Marcella Marletta)

~~~ Copia il testo della mail che segue ed invialo ~~~

OGGETTO: #noicimettiamoLafacciaeilCuore

Buongiorno,
scriviamo questa mail perché vogliamo urlare contro l'indifferenza che ruota attorno alla cannabis terapeutica e ad i suoi impieghi.
Scriviamo perché intorno a noi ci sono milioni di persone che vivono nel dolore e nella sofferenza una vita che spesso non può essere definita tale, perché la malattia ti trasforma fino a toglierti tutto.
Scriviamo perché non ne possiamo più di sentirci impotenti e perché tutto questo non può continuare ad essere ignorato.
Ci uniamo al grido di chi soffre e ha bisogno di un'arma in più in questa battaglia.
Chiediamo che il Governo investa nella ricerca clinica sulla cannabis terapeutica per tutte le patologie potenzialmente trattabili.
Chiediamo che medici e farmacisti vengano adeguatamente formati e siano pronti a prescrivere e curare con la cannabis terapeutica.
Chiediamo che venga fornita corretta informazione alle persone malate e non, sulle opportunità di cura.
Chiediamo accessibilità alle cure per tutti i malati indipendentemente dalla regione di appartenenza.
Chiediamo una risposta.
Abbiamo bisogno di concretezza nell'immediato perché chi è malato non ha tempo di aspettare e la salute è un diritto di ogni cittadino.

Gli Italiani.



Le illustrazioni dell'iniziativa #IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA sono a cura di Mirko Oni Figoli, marito di Valentina: ultimamente mi sto occupando della parte grafica di una pagina Facebook dedicata al sostegno della Cannabis terapeutica, se ne volete sapere di più su questa nobile causa seguite il link https://www.facebook.com/groups/1028112503991191/?fref=ts

Il seguente post è a cura di Elisabetta Biavati e di Valentina Zuppardo:

Nell'ultimo periodo stiamo assistendo ad un enorme interesse a livello mondiale dei trattamenti con la Cannabis Terapeutica, in Italia può essere prescritta da qualsiasi medico per patologie quali:
- DOLORE (neuropatico ed oncologico),

- SPASTICITA' DA SCLEROSI MULTIPLA,

- NAUSEA e VOMITO DA CHEMIOTERAPIA,

- STIMOLAZIONE DELL'APPETITO IN PAZIENTI ONCOLOGICI,

- SINDROME DI TOURETTE,

- GLAUCOME FARMACO RESTISTENTE.



Questo fitocomplesso contiene più di 150 cannabinoidi, molecole attive dal punto di vista medico/farmacologico e dalle molteplici capacità terapeutiche, tra queste i più conosciuti sono sicuramente il THC e il CBD.

A causa del proibizionismo, la diffusione della cannabis come rimedio farmacologico diminuì decisamente nel giro degli ultimi 60, 70 anni. Tuttavia la pianta torna oggi ad essere usata nel trattamento di tante patologie, come ad esempio per ridurre gli effetti collaterali dovuti alla chemioterapie, o per trattare il dolore soprattutto nelle forme croniche e la spasticità muscolare.

È stato studiato il suo utilizzo per numerose altre applicazioni mediche, ma non vi sono dati sufficienti per conclusioni sulla sua totale efficacia. Sono inoltre in corso alcuni studi sugli effetti antitumorali del THC.



Questa campagna nasce per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa terapia e sulle difficoltà di noi pazienti nell'accedere ad essa, sia a livello economico sia a livello di ricerca di medici e centri specializzati in questa specifica terapia e sulla necessità. E' tempo che si cominici a fare una seria ricerca clinica anche in Italia.


Alcune delle nostre richieste sono: * Estendere l'accesso gratuito a tutte le regioni * Corsi di formazione per medici di base * Regolarizzare le posizioni dei malati che hanno la patente e vengono trattati alla stregua di drogati con patenti speciali * Vaporizzatori come ausili medici, quindi o forniti dallo stato o con la possibilità di scaricarli come tali. * Qualora venisse prevista l'erogazione gratuita, che la cannabis terapeutica venga fornita non solo nelle farmacie ospedaliere ma anche in quelle private (come avviene ora in Emilia Romagna) * Possibilità di accedere a dei fondi per attivare le ricerche cliniche per cannabis terapeutica * Campagne di sensibilizzazione sull'argomento ricerca clinica anche a livello antitumorale e antiepilettico * Farsi carico di fornire informazioni adeguate ai pazienti con pagine apposite del ministero della salute * Aumentare le patologie per cui è possibile prescrivere in erogazione gratuita la cannabis terapeutica * Possibilità di organizzare filiere italiane di produzione di resine e concentrati controllati e certificati. * Istituire un "ente" che controlli le farmacie e le standardizzi in modo che ogni farmacia dia un prodotto analogo (soprattutto oli e resine) * Possibilità di avere licenze ad aziende private e certificate, sul modello canadese, che coltivino strain appositi soprattutto per patologie particolari come epilessia, tumori etc etc
Di seguito anche le spiegazioni di come fare ad aderire alla nostra campagna di sensibilizzazione spiegate dal Dottor C in persona!!! Non dimenticatevi l'hashtag #IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA
Campagna di sensibilizzazione promossa da DOLORE E CANNABIS TERAPEUTICA & CANNABIS SHE CAN a favore degli usi terapeutici della cannabis, perché possa essere vista per quella che è, una CHANCE TERAPEUTICA FONDAMENTALE per tanti malati.

Volete sostenere questa campagna?

1. Scaricate e stampate il cartello con l'hashtag #IOSOSTENGOLACANNABISTERAPEUTICA presente nelle foto e nei file del gruppo.

2. Scattatevi una foto con l'hashtag e caricatela sul gruppo riportando nel post l'hashtag #IoSostengoLaCannabisTerapeutica 

3. Invitate i vostri amici a fare lo stesso ed invadiamo INSIEME i social!




Tutti posso sostenere questa campagna, malati e non.

Dottor C ha bisogno di NOI!

Regole del gruppo:
Il gruppo è pubblico ma tutti i post saranno soggetti ad approvazione da parte degli amministratori. I post e le foto non attinenti alla campagna verranno eliminate. All'interno del gruppo saranno pubblicate notizie relative alla campagna e ad eventi divulgativi ed iniziative sul tema cannabis terapeutica.

lunedì 13 gennaio 2014

Marijuana: agenti antidroga diventano consulenti


Usa, la rivoluzione della marijuana legale. E gli agenti antidroga diventano  consulenti dei produttori (ansa)

In Colorado e nello Stato di Washington noti dirigenti della Dea sono passati a lavorare con l'industria della cannabis. Dalla distribuzione, agli aspetti legali, alla protezione.

(articolo di PAOLO PONTONIERE - 12 gennaio 2014 - su Repubblica)


La legalizzazione della marijuana in Colorado e nello stato di Washington non si sta rivelando solo una miniera d'oro per coltivatori e commercianti, ma sta rimescolando le carte anche nel mondo delle forze dell'ordine.
Accordi di collaborazione tra i coltivatori di marijuana e forze di polizia non sono più una novità. Ad esempio nell'Emerald Triangle, il mitico Eldorado statunitense dei coltivatori di canapa Indiana, situato nel nord-ovest californiano, lo sceriffo di Mendocino County ha creato addiritturta un programma che lo ufficializza: i coltivatori di marijuana si registrano in una lista apposita, pagano una tassa, si impegnano ad aderire a regole di buon galateo ambientale gestondo scorie e pesticidi in maniera ecosostenibile, e la polizia li lascia in pace.

Ma la vera novità sono i passaggi dalla schiera delle forze dell'ordine a quella dei produttori e distributori. A trarre il dado per primo è stato Patrick Moen, che per un decennio era stato agente di punta della DEA, la temutissima agenzia anti narcotici statunitense, in Oregon - giusto a nord dell'Emerald Triangle - e ha coordinato alcuni dei maggiori raid anti marijuana nella storia dello Stato.
Moen nel novembre scorso si è dimesso per trasferirsi a Seattle dove adesso lavora come consulente alla Privateer Holdings, una Venture Capital con radici a Silicon Valley che opera nell'industria della marijuana.
Il primo investimento di Moen? Leafy.com, un sito web che recensisce ceppi di marijuana.

"Non è stato semplice", dice Moen. "Prima di decidere ne ho discusso con amici, familiari e colleghi di lavoro. Ho sollecitato la loro opinione e alla fine ho deciso che questa era un'occasione unica e che non dovevo farmela sfuggire".
Moen si occuperà anche dei complessi aspetti legali: nel resto degli Usa, diversamente da Colorado e Washington dove appunto è legale, la cannabis è permessa solo per usi medici, e l'ex agente è convinto  che l'intero sistema debba essere riformato.

Quello di Moen non è un caso isolato.
Tonya Winchester, collega di Moen alla Privateer, è stata pubblico ministero in Alaska e a Washington. Bella, intelligente e sofisticata, la Winhcester non ha niente a che vedere con l'immagine sessualizzata delle "hot kush girl" popolarizzata da serial televisivi alla Weeds e adesso cerca di convicere le donne a ritagliarsi un proprio ruolo nella nascente ed esplosiva industria della cannabis.
"Mi ricordo che stavo alla mia scrivania nella procura di Wanatchee - una cittadina di Washington - a  firmare autorizzazioni a procedere contro possessori di piccole quantità di marijuana mentre le denuce per violenza domestica e sessuale si accumulavano di giorno in giorno", ha sostenuto la Winchester, "era chiaro che stavo perdendo tempo, e così decisi di diventare una promotrice di I-502", il referendum popolare per la decriminalizzazione dell'erba.

Anche Paul Schmidt era agente alla DEA.
Fino al 2010 era stato il più alto ufficiale in Oregon, e ha pure lui cambiato campo passando dalle manette alla consulenza per i dispensari di cannabis ad usi medici.
Il cinquantaquattrenne Schmidt è consapevole del fatto che la sua scelta può destare perplessità ed essere caratterizzata come un passaggio al "lato oscuro della forza".
"Molte persone mi domandano come posso aver cambiato idea, come facevo ad essere cosi contrario nel passato e adesso a favore", dichiara Schmidt, che è stato testimone d'accusa in processi sulle droghe in Colorado, Oregon, Washington e Wyoming: "Nei fatti, quando paragonata a cocaina, anfetamina e eroina, la marijuana è il male minore".

Consulenze legali e finanziarie non sono gli unici ambiti dell'industria della canapa Indiana nei quali si sono aperti spazi per agenti di polizia in cerca di diversificazione. La sicurezza promette di diventare presto il settore nel quale gli ex addetti di polizia potrebbe essere più richiesti.
Con 5 milioni di dollari gudagnati nella sola prima settimana di vendita legale, i dispensari del Colorado potrebbero per esempio diventare un facile bersaglio dei Narcos messicani che sono adesso tagliati fuori dal mercato.
Secondo il Mexican Competitiveness Institute questi subiranno una perdita annuale di circa un miliardo e mezzo di dollari. Ad essere colpito maggiormente  sarà il cartello di Sinaloa, che si prevede perderà fino al 50 per cento dei sui introiti.

"Quando c'è così tanto contante in giro è naturale che qualcuno ne voglia approfittare, e i cartelli di Juarez e Sinaloa sono già presenti in forze in Colorado", fa notare Albert Viallasuso, portavoce della DEA di Denver, "è un terreno fertile per estorsioni e rapine".
Anche perché  la legge federale considera ancora un reato possedere, consumare o vendere marijuana, e dunque le banche si rifiutano di accettare depositi o carte di credito dai dispensari, che così sono costretti a fare affari solo in contanti.

Ma Ted Daniels, ex miliatre ed ex poliziotto, ha una soluzione: ha fondato la Blue line Protection Group un'azienda che impiega ex military e agenti di polizia per proteggere le spedizioni, gli incassi e i locali. Si tratta di personale altamente specializzato in grado di usare armi pesanti e di operare in condizioni di guerra.

venerdì 3 gennaio 2014

Cannabis legale dall'Uruguay al Colorado

  
Sono sempre di più i paesi nel mondo che stanno legalizzando l'uso della cannabis. Ultimo in ordine di tempo lo stato americano del Colorado. E il dibattito, come era prevedibile, si è subito infiammato tra favorevoli e contrari. Al di là delle posizioni ideologiche da più parti si sottolinea l'aspetto economico della legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. In particolare l'economista francese Pierre Kopp, dell'università Paris-I, ha fatto notare come l'alto costo delle politiche repressive da una parte e i mancati (potenziali) ricavi dalla tassazione della marijuana dall'altra non fanno altro che togliere risorse alle casse statali. Una vera e propria rivoluzione socio-culturale che sta animando il dibattito internazionale.
Daltro canto sono oltre 25 anni che la guerra alla droga si combatte senza successo, in particolare nel campo della cannabis, con un costo esorbitante da parte della collettività, che non solo non ricava benefici da questo mercato  illegale, ma spende soldi per la prevenzione e la  sanzione.

Non sorprende quindi la decisione del Colorado, dove è in corso una vera e propria corsa all'oro verde da parte  di  produttori, commercianti e consumatori di marijuana. Entrata in vigore il primo gennaio, la norma che legalizza la vendita della cannabis fino a 28 grammi per coloro che hanno compiuto 21 anni e ne consente la coltivazione in casa fino a sei piantine (non più di 12 a famiglia), trasformerà Denver, la capitale dello stato americano in una sorta di nuova Amsterdam. Per gli amanti del genere il conto alla rovescia era iniziato nel novembre del 2012, quando in seguito ai risultati di un referendum il Colorado e lo Stato di Washington hanno concesso il disco verde all'uso della marijuana per scopi ricreativi e medici.

Il mercato potenziale è enorme: secondo una ricerca della società ArcView, le vendite di cannabis legale aumenteranno del 64% tra il 2013 e il 2014, da 1,4 miliardi a 2,34 miliardi di dollari. In Colorado sono state concesse licenze a 348 negozi, che potranno vendere fino a 28 grammi di cannabis ai maggiori di 21 anni. Nello Stato di Washington sono state depositate 3746 richieste di licenza.
Anche se nei negozi la cannabis è più cara che in strada, visto che costa quasi il doppio, i fautori della legge sono sicuri che con questa legge si  toglierà una grossa fetta di mercato alla criminalità. Al bancone dei coffee shop si deve mostrare un documento di identità e si può pagare solo in contanti. In questi locali, di solito, si vendono anche bong, pipe e tutto ciò che serve per fumare. E per i più pigri si possono comprare anche spinelli già rollati.

A dicembre era l'Uruguay era stato il primo Paese al mondo a legalizzare l'uso e la coltivazione "libera" della cannabis. Al termine di 12 ore di dibattito il Senato aveva approvato il testo definitivo. I deputati avevano già dato il loro ok alla legalizzazione a luglio. Se la costituzionalità della legge sarà confermata, essa entrerà in vigore nell'aprile 2014.
La nuova normativa autorizzerà la produzione, distribuzione e vendita di cannabis e permetterà ai privati cittadini di coltivare in proprio l'erba su scala ridotta per poterla rivendere a gruppi di consumatori, ma tutto sotto il controllo e la supervisione dello Stato.

La legalizzazione della marijuana in Uruguay è un'iniziativa del presidente José "Pepe" Mujica, 78enne ex guerrigliero Tupamaros, che tuttavia ha riconosciuto lo spirito sperimentale del progetto, che va ben oltre le misure da poco approvate negli Stati americani del Colorado e Washington o a legge simili in Olanda e Spagna.
In base alla nuova legge, i consumatori maggiorenni potranno coltivare fino a sei piante per persona o acquistare la marijuana dai gruppi di coltivatori o un massimo di 40 grammi al mese in farmacia. Dovranno comunque registrarsi presso gli sportelli del governo. La cannabis rappresenta il 70% del consumo di droghe in Uruguay e il suo uso si è ampiamente diffuso nell'ultimo decennio con circa 200mila consumatori su 3 milioni e mezzo di abitanti.

sabato 14 dicembre 2013

José Mujica vs Raymond Yans

 
Il presidente uruguaiano José Mujica ha dato del bugiardo al capo della Giunta Internationale della Fiscalizzazione di Stupefacenti e ha denunciato l'esistenza di un doppio standard nell'esigenza di questo organismo antidroga dell'ONU.

Così ha reagito il presidente del paese, che questa settimana ha legalizzato la vendita e la produzione di marijuana, alle parole di Raymond Yans, che ha paragonato l'Uruguay con i pirati per il mancato rispetto delle convenzioni internazionali e ha accusato le autorità uruguaiane di rifiutare il dialogo .

   "Dite a questo vecchio di non mentire, che con me si soddisfa qualsiasi tipo di strada, non lui. Che venga in Uruguay e parli con me quando vuole, che non parli per le tribune" ha risposto Mujica in una intervista a Canale 4, raccolta per "L'Osservatorio".

Il presidente ha affermato che andrà a chiedere spiegazioni sulla disparità di trattamento subita dall'Uruguay rispetto ad alcuni stati americani dove la marijuana è legale e non ha problemi con le Nazioni Unite .

"Mi dovrà chiarire ciò che accade in molti degli Stati nordamericani che ognuno di loro solamente con una capitale supera la popolazione con l' Uruguay. Oppure ha due discorsi?  Uno per l'Uruguay e un altro per quelli che sono forti", ha detto Mujica .

Martedì scorso, l'Uruguay è diventato il primo paese al mondo a legalizzare la marijuana e affidare il controllo della produzione e della distribuzione allo Stato .

Il governo di Mujica spera che la nuova legge contribuisca  a combattere la criminalità organizzata e possa "regolamentare un mercato che esiste già". Egli sostiene che l'effetto del narcotraffico "è peggiore che della propria droga" e che "la via repressiva " sulle droghe ha fallito.

Texto completo en: http://actualidad.rt.com/actualidad/view/114219-mujica-jefe-antidrogas-onu-mentir