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venerdì 6 febbraio 2015

Buone nuove sui figli di coppie non etero

Due mamme. Guaiana (Certi Diritti) e Magi (Radicali Italiani): Roma capitale indiscussa dei diritti
06/02/2015

"Roma ha finalmente trascritto l'atto di nascita di un bambino con due genitori dello stesso sesso, due mamme in questo caso. Era da tempo che auspicavamo una posizione chiara e con atti concreti in questo senso. Trascrivere le nascite di bambini di coppie omosessuali, che hanno contratto matrimonio in altri paesi, come figli di entrambi è un atto che garantisce il principio di tutela della genitorialità contenuta nella Costituzione italiana e nelle normative europee."
Così Riccardo Magi, consigliere comunale capitolino e presidente di Radicali Italiani, che per settimane ha seguito la questione aiutando Alexander Schuster, il legale della coppia, che collabora da tempo con l'Associazione Radicale Certi Diritti e con Famiglie Arcobaleno.

Solo poche settimane fa la Corte d'Appello di Torino aveva emesso un'ordinanza in cui si chiedeva agli uffici dello stato civile della città di provvedere, nell'interesse del figlio minore di due donne divorziate, alla trascrizione dell'atto di nascita.

"Registro delle unioni civili e trascrizione dell'atto di nascita: in pochi giorni Roma ha messo a segno due colpi che le valgono il titolo indiscusso di capitale dei diritti" aggiunge Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti.

"L'aspetto più importante di questa iniziativa è che avviene per iniziativa dell’amministrazione comunale e non in esecuzione di un provvedimento giudiziale: a differenza del Comune di Torino che ha dato esecuzione a una sentenza che vale solo per il caso specifico, Roma Capitale ha modificato la propria prassi amministrativa garantendo d'ora in poi le trascrizioni dei certificati stranieri riportanti due genitori dello stesso sesso.
È importante rilevare che, a differenza di quanto avvenuto con la trascrizione dei matrimoni fra due persone dello stesso genere nel mese di ottobre 2014, in questo caso l’atto è stato compiuto direttamente dall’amministrazione comunale e non dal sindaco Ignazio Marino.
Quello del Comune di Roma è un atto politico serio e di grande coraggio che surclassa un Parlamento fermo al 1975 in materia di Diritto di Famiglia."

"Adesso - concludono Guaiana e Magi - si provveda subito a livello nazionale con una buona legge che riconosca a tutte le forme familiari gli stessi diritti e doveri e una pluralità di istituti tra i quali tutti possano scegliere liberamente per organizzare la propria vita affettiva".

martedì 27 gennaio 2015

#EmmaBoninoPresidente

Ecco, siamo alle solite! Come sempre quando si parla di elezioni per il Presidente della Repubblica Italiana, il nome di Emma Bonino appare nella short list dei pretendenti al Quirinale ma viene surclassata ingiustamente dai soliti nomi. Nomi di personaggi come Amato, d'Alema, Prodi, Mattarella (...) (ma chi li vuole come presidenti? non di certo noi cittadini!).
Di presidenti garanti della costituzione, dignitosi di salire al colle ne abbiamo avuti davvero pochi, ed è un peccato che non se ne siano fatti cloni del presidente Pertini!
Comunque, ora (così come lo scorso anno) che abbiamo finalmente la possibilità di vedere presidente una Donna, capace come la Bonino, ebbene, ancora una volta lei non viene presa in considerazione. Eh già, ora c'è la "scusa" del cancro!
Eppoi sinceramente questo modo di eleggere il capo dello Stato non mi soddisfa per niente (Renzi addirittura vuole proporre UN nome!).
Anche se non è concepito dalla nostra costituzione, dovremmo essere noi ad eleggere il presidente considerato che rappresenta la nostra Nazione (o quantomeno il governo dovrebbero ascoltare il nostro parere prima di proporne alcuni "politicamente" adatti ma sempre secondo i "loro comodi").

Esponente del Partito radicale, deputata, europarlamentare e senatrice, commissaria europea e ministra degli esteri del governo Letta, ha contribuito alla creazione della Corte penale internazionale. Una candidatura frutto dell’energia, della costanza e dell’impegno testimoniato da quarant’anni di lotte per il Partito radicale al servizio della laicità e della causa delle donne. Un figura ricca di esperienza, ma con poche possibilità di essere eletta in questa società patriarcale. Patriarcale, sì. E infatti, anche se è stato fatto il nome della Finocchiaro, comunque si parla solo delle figure maschili. Ma basta!!
Non so se sia solo per "facciata" ma pure la Boldrini e la tutta Brianza la vorrebbero come presidente della Repubblica, però "loro" no. Loro... i soliti di cui non se ne può più sia di sentirli parlare che di vederli violare la costituzione.

"L'italia è un paese assurdo da molti punti di vista, da oltre vent'anni prevale il pregiudizio" che per fare politica (e anche altro) "bisogna essere giovani e sani. Ma io non sono handicappata". Lo ha detto Emma Bonino in un'intervista a Radio Radicale, ripresa dal sito huffingtonpost.it, lasciando intendere - di fronte a sollecitazioni da parte del direttore Alessio Falconio su una sua eventuale candidatura al Quirinale - di considerarsi ancora in corsa per il Colle, a dispetto del tumore di cui ha dato notizia nei giorni scorsi.

Appena qualche settimana fa Emma, nonostante la sua rinomata riservatezza, ha pubblicamente ammesso di avere un tumore ai polmoni e di dover iniziare la chemioterapia, ma ha anche ribadito che si sente tutt'altro che tagliata fuori dagli impegni politici.
E inoltre ha spiegato (ai duri di comprendonio, perché chi ci è passato o ci sta passando lo sa) che "chi è sottoposto a queste sfide, a queste malattie poi si rivela anche più sano".

Io direi che sarebbe ora di avere una presidente della Repubblica Italiana Donna, Combattiva, Garante, Capace, Impegnata e, possibilmente, il cui nome sia EMMA BONINO!!

lunedì 14 gennaio 2013

Il saluto a Mariangela Melato "disturbato" da un prete

NO ALL'ORAZIONE DELLA BONINO IN CHIESA.
Arbore: Quel prete merita l'inferno

articolo di Silvia Fumarola e Orazio La Rocca - La Repubblica - 14 gennaio 2013

Ai funerali della Melato il sacerdote nega il permesso - Roma - C'è un risvolto amaro nell'ultimo saluto a Mariangela Melato, un risvolto che Renzo Arbore, distrutto dal dolore, non vuole tacere: «A Emma Bonino non è stato permesso di ricordare Mariangela durante il funerale, ha dovuto parlare fuori dalla Chiesa degli artisti, in piazza. Don Walter Insero, che celebrava la funzione, mi ha detto che secondo nuove disposizioni della Chiesa non era possibile tenere il discorso all'interno. Una norma che non conoscevo. Ai funerali gli amici hanno sempre parlato».
La regola universale è che ogni prete, in quanto tale, sia padrone della celebrazione - lo prevede l'ordinamento liturgico -ma è libero di scegliere.
È prassi andare verso l'accoglienza dei laici che parlano sull'altare, tant'è vero che a tutti i funerali si dà spazio al ricordo di amici e parenti. Viene il dubbio, ma è quasi una certezza, che non sia stata gradita la presenza della radicale Bonino, anticlericale, che ha combattuto tante battaglie civili, in prima fila per la legge sul divorzio e sull'aborto.

Don Insero non è solo rettore della Chiesa degli Artisti, ma è portavoce del cardinale vicario Agostino Vallini; è ipotizzabile che abbia accolto la richiesta di Arbore, e poi abbia fatto marcia indietro. Il sacerdote dà la sua spiegazione: «Prevedendo la partecipazione di una gran folla che non avrebbe potuto prendere posto nella basilica è sembrato opportuno distinguere i due momenti: la liturgia all'interno e la commemorazione con alcuni interventi all'esterno, alla presenza delle persone accorse in piazza del Popolo per dare l'ultimo saluto a Mariangela. Anche per rispettare il volere dei familiari che hanno preferito, al fine di garantire il raccoglimento e la riservatezza. che non vi fossero le telecamere in chiesa».
«Già in altri funerali di grandi artisti», continua Don Walter «come nel caso di Mike Bongiorno, gli interventi sono stati pronunciati alla presenza del pubblico sul sagrato della Chiesa».
In realtà era previsto solo l'intervento della Bonino. La stessa vicepresidente del Senato ha spiegato che Arbore, appena arrivata in chiesa, gli ha detto del cambiamento di programma e di essersi stupita. 
«Renzo mi ha detto che il prete gli aveva appena comunicato che ci sono "nuove disposizioni" per cui in chiesa parla solo il prete e che gli altri saluti avvengono fuori. Cosa che ha ripetuto nella sua omelia. Non so se ci siano, di chi siano. Anche Renzo era sorpreso».

«Mi hanno insegnato che se si mente a qualcuno, soprattutto in chiesa, si va all'inferno. Lo scriva che lo dice un Renzo Arbore, cattolico apostolico romano» dice l'artista con la voce ferma «e in questo caso un prete non mi ha detto la verità: queste "nuove regole" non ci sono. Ho telefonato a Don Walter il giorno prima del funerale spiegando che sarebbe stata Emma Bonino, per espressa volontà della Melato , a ricordarla. Gli ho assicurato: non parlerà di politica, ma di Mariangela».
Poi che è successo?
«In chiesa il sacerdote mi si è avvicinato: "Ci sono nuove disposizioni, recenti, per celebrare il defunto in chiesa, e evitare che parlino anche altri "
Gli ho chiesto: "Chi sono gli altri?"
Ha risposto: "Non lo so"»
Arbore «stordito dal dolore» non ha approfondito. «Ma in piazza» racconta «è stata una scena da dopoguerra, con una cassa che amplificava poco e la folla che spingeva. Indegno dell'artista celebrata e della persona che la ricordava. E ciononostante la generosità della Bonino e la nostra buona fede ha acconsentito che l'orazione si tenesse in questa maniera. È triste che qualcuno mi abbia mentito».

http://www.emmabonino.it/news/10536


 
In memoria di Mariangela Melato,
Emma Bonino, Radicale, Vice Presidente del Senato - (Pubblicato: 14/01/2013 10:34 sul sito ufficiale di Emma Bonino)

Ecco l'orazione in memoria di Mariangela Melato che dimostra meglio di qualsiasi commento che aver imposto di pronunciarla fuori dalla Chiesa è stata una cosa poco 'cristiana'.


Mi ha sorpresa, mi commuove e mi onora che sia stato chiesto a me di ricordare oggi Mariangela Melato.

Se così si è voluto, penso che oggi si voglia ricordare di lei non solo la grande attrice, la professionista rigorosa ed esigente, innanzitutto verso se stessa, la donna dalle sfide impossibili; perché della sua vita artistica e del suo talento, altri sarebbero ben più di me qualificati a parlare, a partire dai tanti di voi qui presenti: colleghi attori, registi, critici cinematografici ed esperti teatrali.

Da questo punto di vista, sono solo una dei tanti milioni di italiani e non solo, che di volta in volta ha riso di gusto, sorriso amaramente, pianto, e riflettuto vedendola a teatro e sugli schermi. Ho pensato che oggi si volesse ricordare soprattutto la persona, la donna Mariangela, nei suoi aspetti forse meno noti, ma ben definiti e caratterizzanti della sua vita artistica e del suo percorso personale.

Non ho avuto con lei frequentazioni assidue. Non eravamo "amiche" che vanno insieme al cinema o al mare. Peccato. So di avere perso molto.

Me la sono spesso trovata a fianco, determinata e vitale, in alcune sfide radicali apparentemente impossibili. Più erano difficili più lei c'era, perché era convinta che il mondo può essere cambiato; e se può, qualcuno deve tentare.

Coetanee, ci siamo spesso sfiorate e incontrate a distanza, riconoscendo una sintonia forte di intenti, comportamenti, passione civile.

In queste ore mi sono chiesta ed ho chiesto in giro come definirla con poche parole, perché volevo mettere in questo breve ricordo un qualcosa di più corale. Tra le lacrime Renzo ha usato il trittico passione-pulizia-impegno; Irene di getto ha detto: grazia, simpatia, leggerezza. Una lottatrice combattente, l'ha definita Mimmola; anche nell'affrontare la malattia e il dolore. Mia cognata ha scritto "elegante", che vuol dire elegante nel pensiero, nel comportamento, nell'autonomia. Maurizio ha ricordato che con lei si rideva molto perché era spiritosa, ironica, soprattutto autoironica, qualità rarissima, semplice, insomma, una che non se la tirava. So che Beppe Servillo ha detto: modello raro di autonomia femminile. Condivido.

So anche che non amava essere definita una donna forte. La capisco.

Per parte mia, mi rimarrà dentro come donna autenticamente coraggiosa, se per coraggio non si intende non provare paura, ma saper governare le proprie fragilità, le proprie paure, per farne forza, consapevolezza collettiva e potenzialmente contagiosa.

Per tutte queste ragioni, Mariangela Melato, antidiva, regina del palcoscenico, anticonformista per autenticità e non per moda, appassionata cittadina italiana, ci mancherai.

Ciao Mariangela

giovedì 3 gennaio 2013

Rita Levi Montalcini

Una donna al servizio della scienza e della conoscenza come democrazia

03-01-2013

Una donna al servizio della scienza e della conoscenza come democrazia 

 Rita Levi Montalcini, che ha regalato all'Italia prestigio nel mondo e un premio Nobel per la Medicina, entra nella storia della scienza, ma non solo. Il suo impegno civile non è stato certo da meno: ci piace ricordarla anche come donna che, alla vigilia dei referendum sulla legge 40, è stata prima firmataria dell'appello di donne, mamme e non, promosso dall'associazione Amica Cicogna, confermando i suoi 4 si al referendum abrogativo. Non dimentichiamo che il metodo scientifico è fondante e costituente dello stesso metodo democratico. Come Associazione Luca Coscioni l'abbiamo avuta accanto in tanti appelli nazionali e internazionali, è stata esempio e testimonianza di quanto occorresse la voce di scienziati autorevoli a sostegno delle iniziative per la libertà di ricerca scientifica. 

È stata tra i primi firmatari dell'appello per Luca Coscioni come membro del comitato di bioetica. 
È anche in questo che la sua vita ha lasciato il segno: sulla ricerca e sulla ricerca di libertà che sono continuamente sotto attacco nel nostro Paese. Lo dimostra il fatto che in Italia gli embrioni non idonei alla gravidanza non siano utilizzabili a fini scientifici – e su questo la Corte Costituzionale si pronuncerà a breve - mentre al di là dell’oceano la Corte Interamericana dei diritti umani, cancellando il divieto di fecondazione assistita in Costa Rica, ha stabilito che l’embrione non è persona”.  (di Filomena Gallo)
 
Rita Levi Montalcini: ha svolto un ruolo fondamentale 
Rita Levi Montalcini è stata una delle più grandi neuroscienziate del secolo scorso: la sua scoperta è stata fondamentale. Ha dimostrato che ogni cellula nervosa per svilupparsi e sopravvivere ha bisogno di una molecola specifica, ovvero il fattore di accrescimento nervoso NGF. Oltre ad una grandissima scienziata ha ricoperto un ruolo importante nel sociale, aiutando le giovani donne di Paesi sottosviluppati ad acquisire cultura, istruzione e amore per la scienza. (di Piergiorgio Strata)
 
Levi Montalcini: una straordinaria eredità morale, sempre in difesa della libertà di ricerca scientifica e l’affermazione dei diritti civili e umani
Voglio ricordare Rita Levi Montalcini con quel suo motto che ha caratterizzato tutta la sua lunga vita: “Meglio aggiungere vita ai giorni che non ai giorni alla vita”. 
E’ stata una donna eccezionale, una scienziata, una coscienza civile e umana, che ha dato lustro all’Italia nel mondo. Ci lascia un grandissimo insegnamento, una straordinaria eredità morale, oltre che scientifica, condensati nell’appello, rivolto soprattutto ai giovani, a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, a credere nei valori, poco importa se religiosi o laici: credere in qualcosa di positivo, perché la vita merita di essere vissuta solo se si crede nei valori.
Rita Levi Montalcini è sempre stata, nei momenti cruciali ed essenziali, schierata al nostro fianco, si trattasse della lotta contro l’assurda legge 40 sulla procreazione assistita, per l’affermazione della libertà di ricerca, per la difesa e valorizzazione dei diritti civili e umani.
Ricordo con commozione le sue parole di ringraziamento quando come parlamentare radicale, mi adoperai con interrogazioni e iniziative parlamentari per scongiurare la chiusura del prezioso European Brain Researche Institute da lei fondato e diretto, e di cui si ventilava la chiusura; e la sua amarezza nel constatare che quell’importante ente rischiava di essere equiparato alle centinaia inutili.
Anche a suo nome noi radicali e dell’associazione Luca Coscioni, proseguiremo nel nostro impegno e lotta per la libertà di ricerca scientifica”.
  (Di Maria Antonietta Farina Coscioni)

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