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sabato 11 ottobre 2014

11.10.2014 Giornata d’azione europea decentrata per fermare TTIP CETA e TiSA

In occasione della Giornata d’azione europea decentrata per fermare TTIP*, CETA & TiSA, il Partito Umanista, come aderente della campagna nazionale Stop Ttip e sostenitore attivo di alcuni comitati locali, invita tutti a mobilitarsi nelle proprie città. La lista delle iniziative italiane potete trovarla qui: http://stop-ttip-italia.net/11-ottobre-giornata-di-mobilitazione-stop-ttip/
 

Il Partito Umanista sarà presente a Torino e Milano, insieme ai comitati locali Stop Ttip.
SABATO 11 Ottobre 2014 - TORINO - VOLANTINAGGI E SKETCH TEATRALI STOP TTIP
Mattino ore 10-13
Corso Racconigi 34 (mercato)
Corso Palestro2 (mercato
Corso Svizzera 29 (mercato)
Pomeriggio ore 15-18
Via Verdi 18 (cinema Massimo, zona centro città) [evento Facebook]

SABATO 11 Ottobre 2014 - MILANO - VOLANTINAGGIO E PRESIDIO
Mattino ore 10.00 -12 mercato zona Isola, Mercato Bio Pizza Durante e mercato Valvassori Peroni
Pomeriggio ore 14.00 PRESIDIO in Via Palestro angolo Via Marina [evento Facebook]


*COS'E' IL TTIP
Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) è un accordo sul commercio e gli investimenti in fase di negoziazione tra USA e Unione Europea.
I negoziati attraverso cui il TTIP si sta discutendo, iniziati nel luglio 2013, sono volutamente segreti.
I contenuti, che interessano settori diversi, dal commercio, ai servizi locali, agli investimenti, etc. rappresentano un tentativo di ulteriore erosione delle garanzie conquistate in anni di lotte sociali dal punto di vista del diritto del lavoro, dei diritti umani, della tutela ambientale, della sicurezza alimentare, degli istituti democratici.
Governi, grandi imprese e lobbies economiche provano così, con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative, a disegnare un quadro di pesante deregolamentazione cui obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini:
l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro.
Se il Trattato dovesse essere approvato, saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni

*IL TTIP PER PUNTI - COSA PREVEDE IL TRATTATO - COSA ACCADREBBE SE VENISSE APPROVATO
Sicurezza alimentare:
negli USA il commercio degli organismi geneticamente modificati (OGM) è una pratica diffusa insieme all'utilizzo di ormoni e promotori della crescita bovina considerati cancerogeni. Se l’accordo fosse approvato il mercato europeo dovrebbe aprirsi anche a questi prodotti.

Beni comuni e servizi pubblici:
dall’acqua all’energia, dai trasporti alla sanità, essi si trasformerebbero da “diritti per tutti” a “business delle grandi imprese”, con una forte spinta verso la  privatizzazione e un accesso condizionato dalla disponibilità economica dell’utente.

Made in Italy:
l’obbligo di indicazione dell’origine geografica di un prodotto potrebbe essere minacciato dall’interesse economico delle grandi imprese americane di  immettere nel mercato europeo prodotti che “richiamano l’italianità”, come il noto Parmesan, pur non essendo stati realizzati in Italia o con materie prime Italiane.

Sovranità nazionale:
il TTIP intende istituire un meccanismo di arbitrato internazionale, denominato Investor-State Dispute Settlement (ISDS), che permetterebbe ad un’impresa di citare in giudizio uno Stato e chiedergli un lauto risarcimento per aver compromesso o minacciato i propri investimenti e interessi commerciali.

Tutela dell’ambiente e della salute:
l’import-export di gas di scisto estratto attraverso il fracking, cioè la fratturazione idraulica delle rocce del sottosuolo, potrebbe diventare una pratica diffusa anche in Europa con seri rischi di inquinamento delle falde acquifere, cedimenti del sottosuolo, esplosioni e terremoti.

Diritti dei lavoratori:
gli Stati dell’UE, tra cui l’Italia, si sono dotati di leggi avanzate nel settore della promozione e della tutela dei diritti dei lavoratori. Gli USA si sono invece limitati a ratificare solo il 10% delle convenzioni dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro (ILO) .

Privacy:
nell’intento di contrastare possibili illeciti contro la proprietà intellettuale,  potrebbero verificarsi violazioni della privacy degli utenti attraverso accessi privilegiati ai dati personali.

sabato 10 maggio 2014

NO TAV

Carissimo Mattia, quanta vita rubata

di Cristina Zanotti

Forse dobbiamo chiedere scusa anche noi a Mattia e alla sua mamma, Cristina, se pubblichiamo questa lettera. Siamo stati distratti, non ci sono attenuanti. Non abbiamo la forza di raccontare tutte le ingiustizie del mondo. Nemmeno le più tremende, quelle in cui si toglie la vita o la libertà a qualcuno, a Torino o in Sudamerica non fa differenza, colpevole di difendere le sue idee, una valle fantastica e la libertà di tutti noi. Come è accaduto a Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia, i ragazzi rinchiusi in carcere, in regime d’alta sicurezza, con la ridicola quanto micidiale accusa di terrorismo. Sono accusati di aver danneggiato l’immagine dell’Italia e un compressore. Sono accusati, cioè, di resistere alla devastazione di una terra, la Val di Susa, che tanto tempo fa le tv e i giornali, in nome e per conto di molti altri, hanno scelto di condannare sull’altare di un’inutile opera mangiasoldi e mangiamontagne. La ragione di quella condanna è semplice: le relazioni sociali costruite tra la gente che abita la valle sono un pericolo letale per chi si nutre del potere del dominio. Tieni duro, Mattia. A volte si è più liberi dietro un muro che in un deserto di indifferenza, ha scritto Stefano Benni in una lettera. Cerchiamo di tenerlo a mente, soprattutto quando ci capiterà di essere stanchi e distratti.


Carissimo figlio,                                                                                                                                                                                                          perdonami se rendo pubblica questa lettera, ma ciò che ci accade non appartiene solo a noi. Tra pochi giorni sono cinque mesi che sei chiuso in carcere, tanta vita rubata. Sono centocinquanta lunghi giorni e centocinquanta lunghe notti di angoscia.
Ti chiedo sempre di tenere duro, ma sono io che non ho più la forza. L’amarezza a tratti mi sommerge, lo sdegno mi ferma il respiro. Mi sveglio di soprassalto ogni notte e nel silenzio mi sembra di poterti raggiungere nell’isolamento atroce in cui ti costringono. L’idea di vivere in un paese che permette che questo accada mi ripugna. Sono oscene queste maschere del potere interessate solo alle loro poltrone e ai loro portafogli. La corruzione in Italia è spaventosa, la politica ha perso qualsiasi ideale di giustizia e di uguaglianza.
E per voi giovani non c’è nulla, il vostro futuro è stato depredato da chi oggi vi giudica... né lavoro, né aria che si possa respirare, né terra pulita, né libertà. Dovete tacere, dovete subire, altrimenti essere incarcerati.
.
Carissimo Mattia,                                                                                                                                                                                                             perché ti abbiamo insegnato il dovere di dissentire, di ribellarti davanti alle ingiustizie? Perché ti abbiamo trasmesso l’amore per l’umanità e per la Terra?
Non era meglio lasciarti crescere cullato dalla edificante “cultura” offerta dal nostro Paese negli ultimi vent’anni?
Sono certa che risponderai no, che preferisci mille volte essere chi sei e dove sei piuttosto che adeguarti a questo spettacolo raccapricciante offerto da chi esercita l’abuso di potere applaudendo gli assassini di Aldrovandi, rispondendo con i manganelli e la prigione ai movimenti popolari che nascono sulle necessità reali della gente, ignorate da chi dovrebbe cercare e trovare delle risposte.
.
Carissimo figlio,                                                                                                                                                                                                                  sabato 10 saremo tutti a Torino alla manifestazione contro la barbarie dell’accusa di terrorismo, contro la devastazione della Val di Susa, per la libertà di dissenso, per il diritto degli italiani a una esistenza dignitosa.
Ci saremo tutti e saremo tanti.
Manifesterò tutto l’amore che provo per te, ma anche per Claudio, Chiara e Niccolò e la promessa è di non smettere mai di lottare fino a quando non vi riporteremo a casa. Un abbraccio,
mamma

venerdì 4 aprile 2014

La Nipote di Mussolini invia una lettera a Maduro: Lei non sa cosa è realmente il fascismo!

¡TUBAZO! Bisnieta de Mussolini envía carta a Maduro: ¡Usted no sabe qué es realmente el fascismo!

martina_mussolini_carta_a_maduro_3abr2014

La nipote di Benito Mussolini, Martina Mussolini, ha inviato una lettera aperta al presidente Nicolás Maduro dove assicura che lui non sa cosa sia realmente il fascismo e lo accusa di essere un'opportunista.

Mussolini che visse la sua adolescenza in Venezuela, ha affermato che nel paese "non c'è rispetto per la vita e quelli che dovrebbero garantire la giustizia molto spesso sono i primi che la tradiscono".

La continuazione della lettera completa:

Il mio nome è Martina Mussolini e mio nonno Vittorio era il figlio di Benito Mussolini, fondatore del fascismo, termine che ultimamente lei nomina costantemente. Ho capito perfettamente, la sua maniera di comportarsi, che non sa molto bene cos'è realmente il fascismo, ma neanche sa che sia il comunismo; la sua oratoria populista senza radice politica, solo opportunista e desiderosa di potere, ha portato il Venezuela nel caos totale.
Le scrivo dall'Italia, dove risiedo da molto più di venti anni, ma soprattutto le scrivo come venezuelana per adozione perché anche se io non sono nata in Venezuela ma in Forlì (ndt: Italia), ho avuto la fortuna di trascorrere la mia adolescienza in questo meraviglioso paese e in questo momento tanto difficile il mio cuore e i miei sentimenti sono con i miei fratelli venezuelani. Ho dovuto lasciare il Paese perché li non avevo futuro e mi dispiace dover ripetere ai miei figli che io non porterò loro a far conoscere i posti della mia gioventù perché è una Nazione troppo pericolosa, dove non c'è rispetto per la vita e quelli che dovrebbero garantire la giustizia molto spesso sono loro i primi che la tradiscono.
 
Lo statista che fu il mio bisnonno, Benito Mussolini, ha lottato, amato e sofferto per il suo popolo e al momento della sua morte, quando è stato appeso per i piedi a piazzale Loreto, dalle sue tasche non è caduta nemmeno una lira! Lei addita come fascisti, impropriamente, degli studenti e cittadini che manifestano pacificamente per un Venezuela libero, sicuro e con un futuro.

Signor Presidente, nonostante lei applichi una politica di repressione dittatoriale rendendosi sempre più coautore di crimini, che cos’è il fascismo? Togliendo l’unica tragica macchia della forzatura delle leggi razziali, il fascismo realizzò l’Italia in ogni suo angolo, creò un’identità nazionale, diede scuole e cultura, costruì fabbriche e città, avendo l’Italia poche risorse naturali, mise insieme un popolo. Varcò il Mediterraneo portando la nostra civiltà e la nostra cultura in Libia, Eritrea e Somalia, costruì anche in quei luoghi strade e scuole, contrariamente alle politiche coloniali degli altri paesi di solo sfruttamento. Si capì che una guerra sarebbe stata deleteria e chiesto aiuto alle nazioni democratiche quali Francia e Inghilterra, col loro rifiuto, fummo buttati nelle braccia dei tedeschi, dovemmo accettare per difenderci; ascolti i discorsi del mio bisnonno che spesso citava i tedeschi con disprezzo.. “gente che ignorava la scrittura.. in un tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto”.

Signor Presidente, mi dica cos'è il fascismo che lei nomina in ogni discorso? Il fascismo è un movimento politico rivoluzionario che si propone la superazione dello Stato liberal-democratico  dello Stato comunista con una "terza via", indicando in questala costruzione di uno Stato etico-gerarchico fondato nell'alternativa corporativa che, eliminando sia lo sfruttamento capitalistico che la lotta di classe, per creare una Nazione e, così, un Popolo cosciente della sua propria missione.
Nato nel 1919 intorno alla figura di Benito Mussolini e derivato da ciò che restava della "sinistra interventista", dopo le battaglie della Grande Guerra, si è imposto in Italia mediante lo scuadrismo che ha annichilito il potere del partito socialista e grazie a un atto insurrezionale, , la marcia su Roma, 27-31 Ottobre 1922, ha permesso al suo fondatore di esser nominato primo ministro.
 Il fascismo, una volta al potere, ha dovuto rinunciare alla sua aspirazione repubblicana e rivoluzionaria costruendo un "regime dualistico" dove le prerogative monarchiche convivettero per molto tempo con le istituzioni del fascismo di ispirazione protetaria. dopo della caduta di Mussolini  (25 de Julio de 1943) e la conseguente consegna senza condizioni del Regno di Italia, il fascismo è tornato al potere per poco tempo durante il breve periodo della Repubblica Sociale Italiana dove ha potuto riacquistare il suo approccio repubblicano e dare iniziare questa rivoluzione sociale che da sempre stava tra i suoi miti fondanti da sempre.
Signor Presidente, bene o male, questa gente ha lasciato un segno nella storia, pagine di gloria che citiamo con orgoglio e pagine di lacrime che con fierezza dell'uno e l'altro fronte evochiamo per non dimenticare.

Signor Presidente, lei sa che sul fascismo e sulle sue prestazioni si parla ancora oggi e giustamente nella Comunità Europea, mediante insigni economisti per il progresso e lo sviluppo che questo tipo di movimento può generare?

Se si applicheranno i principi fondamentali del manifesti di Verona, l'Europa starebbe fuori della crisi economica, se solo pensiamo che l'economista inglese M. Shanks, direttore della Commissione Europea, che nel suo libro "What is wrong with the modern world?" tradotto: "Cosa c'è di sbagliato nel mondo moderno?" indica con precisione lo Stato Corporativo di Mussolini, contro la persistente crisi del liberismo e del marxismo, come l'unico modello per uscire dalle contrapposizioni vigenti nella Democrazia Parlamentaria, concludendo con: "non c'è alternativa, o lo Stato Corporativo o il collasso dello Stato" questo fa riflettere profondamente già che lo afferma un'economica di fama mondiale in un contesto attuale di crisi globale!
Lasciatemi dire che, a questi studenti che lei persegue ingiustamente a queste madri, a queste donne, a questi commercianti, a questi lavoratori, a tutto questo meraviglioso popolo che eprime liberamente il suo sentimento di vivere, come popolo venezuelano unito e compatto, non interessano le ideologie di destra, sinistra o centro! Ha fame! Sono stanchi di fare code interminabili per un pezzo di pane, desiderano potersi curare nel proprio paese dove non ci sono medicine, sono terrorizzati da una criminalità in continuo aumento e che non viene ostacolata dalle forze dell'ordine. La maggior parte di loro non può capire la sua propria condizione di estrema povertà in quanto vive in un paese con enorme potenzialità economiche e illimitate risorse naturali, cosa che l'Italia non aveva e nè ha.


Le masse oceaniche che invadono le strade venezuelane sono solamente venezuelani portati all'esasperazione da un regime non democratico, corrotto, che fomenta un odio sociale senza precedenti e che non rispetta i diritti umani; è un crimine, ripeto è un crimine seguire la guida di un paese senza nessuna direzione solo per l'avidità di potere.

Ringrazio Dio quando sento gli avversari chiamare "fratelli" i chavisti, quando vedo i bambini consegnano fiori ai poliziotti allineati di fronte a loro e  tanti messaggi di solidarietà della gente comune di tutto il mondo. E' in questo momento che mi chiedo dove è la comunità internazionale per intervenire, per alleviare le sofferenze del popolo, dove sono le organizzazioni internazionali che garantiscono la pace, il progresso, dove sono?! 
Chi si stanca, perde.  Non mi stanco mai di dare il mio sostegno per una Venezuela libera, unita e in pace.

Martina Mussolini
Cédula de identidad venezolana nro. 81.436.585

mercoledì 2 aprile 2014

Venezuela: il piano oscuro è in atto, ora!

Questo sta accadendo oggi e qualcuno aveva avvisato che sarebbe successo (più giù per leggere il post pubblicato su fb):
Esto sigueee... amigos por favor difundir...!!! Guerra!!! Guardias matando gente, venezuela militarizado...
We are in war, militaries killing students without reason than protest foelr freedom.
Siamo in guerra, i militari stanno uccidenndo senza ragione gli studenti che stanno protestando.

foto di Genesis Rangel.
foto di Genesis Rangel.foto di Genesis Rangel.

Será esta la prueba que necesita la OEA? GNB dispara con fusil AK 103 durante manifestación en Rubio estado Táchira

Kelly Mar: GRAVE GRAVE DIFÚNDELO.....DENUNCIA: Aparente y Supuesto Plan de Nicolás Maduro, Diosdado Cabello y Vielma Mora.

El Edo. Tachira, specialmente San Cristobal che è la sua capitale, ha rappresentato caos e ingovernabilità, nelle ultime 6 settimane, ma a partire da pochi giorni c'è voce che hanno dichiarato lo stato Tachira in disobbedienza civile appoggiandosi all'articolo 350 della Costituzione Nazionale. Pertanto il Regime dittatoriale non vuole che il resto del paese sappia che lo stato Tachira si è dichiarato in disobbedienza. Il Regime cosciente che questa situazione possa svegliarsi in questa regione, ha preso una serie di decisioni per disarticolare tale scenario. La prima di queste è stato di arrestare il sindaco di questa entità (Link del video del Arresto al Alcalde Ceballos http://www.youtube.com/watch?v=yg7qobTaO3Y )

Visto che con l'incarceramento del sindaco Ceballos speravano di demoralizzare i cittadini e la denominata resistenza tachirense, ma questo non è accaduto, ora lo stesso temono che il fervore della protesta di questo stato si espanda e più stati si dichiarano in disobbedienza. Il supposto nuovo Piano del regime è sradicare i settori e gruppi più radicali dello stato che loro considerano sono i pilastri della Disobbedienza dichiarata di Edo. Tachira. E per attuare questo hanno pianificato un assalto tipo commando a tutta la città, assanto nel quale sicuramente non risparmieranno a nessun costo nessuna indole e investiranno, maltratteranno, umilieranno, picchieranno, tortureranno, feriranno e sicuramente uccideranno i cittadini della città che legittimamente esercitano la loro disobbedienza basandosi sull'articolo 350. Come indizi reali e tangibili di questa violazione e inumano piano possiamo vedere come già oggi 29 di marzo c'è documentazione che rivela già chi sono quelli che stati chiamati a effettuare queste assalto e che si incontrano arrivando in Tachira.

a) In questo link possiamo vedere come ieri 28/03 sono sbarcati militari che si prepareranno all'assalto: http://www.youtube.com/watch?v=6nJtH8f6XvE

b) In questo link possiamo vedere come oggi 29/03 elicotteri sorvolano la città con l'obiettivo di fare la demarcazione dei settori, risaltare i punti vulnerabili e svolgere il piano di assalto: http://www.youtube.com/watch?v=tZCBr_DuFhY

c) E' stato programmato il giorno di oggi 29/03 un atto con la presenza della ministra con l'obiettivo che posteriormente ella potrà dirigere questi militari in privato senza sollevare maggiori sospetti. pic.twitter.com/8HXLNAn4I6

d) Esistono centinaia di testimoni e che manifestano l'arrivo di sufficienti unità di ufficiali e altre entità come: Motocicletas oficiales, Tanquetas, Patrullas, etc.

Caracas, 29 de Marzo de 2014.

LA ÚNICA FORMA DE EVITAR ESTA BARBARIE ES HACIÉNDOLA DE CONOCIMIENTO PÚBLICO. ASÍ QUE POR FAVOR DIFUNDE ESTA INFORMACIÓN A TODOS TUS CONTACTOS. #SOSVENEZUELA

@leopoldolopez @alcaldeledezma @MariaCorinaYA @delsasolorzano @JUANJOSEMOLINA @liliantintori @AndresVelasqz @Diego_Arria @eliasayegh @JULIOCESARRIVAS @Dinorahfiguera @ebattistini @DavidUzcategui @MartinLopezRios @Hiipolita @TomasGuanipa @JUANCHOTAPIA @IvanYaz @abelardo_diaz @MICarratu @ABPVenezuela @ADRIANAAZZIAS @DiegoCebey @AngelLopeez @Gral_Vivas_P @HenriFalconLara @willycochez @reinaldoprofeta @HablanLasCartas @antonioriverog @EfrainAchkar @_sanjuanote @OCTAVIOPAEZ @lysarism @PABLOMEDINAML @josegregorioUCV @josezamora31 @Homerovp @JosPineda4 @Freddy_Lepage @klaraGonzalez23 @slibertadnew @MorelRodriguez1 @VzlaEstudiante @MovCoro @LUZ_FCU @FrancescaCommi @AnonsVenezuela @SeAlzoVenezuela @ANGEL_WICCANO @360UCV @Dossier33 @800GWHMWH @Ji_Predicciones @GenPenaloza @FCU_UCV @CandangaElec @JAVUresistencia @Villcafernandez @MuiMona @JuanRequesenVisualizza traduzione

Daniel Ceballos Captura SEBIN VIDEO #SOSVENEZUELA
www.youtube.com
Daniel Ceballos Captura Daniel Ceballos Arrestado Daniel Ceballos Video Daniel Ceballos Sebin Daniel Ceballos SEBIN 
Giovanna Diaz:  CARACAS, VENEZUELA -   hace 6 días

I venezuelani che si  oppongono al regime non sono ne fascisti ne sono finanziati da nessun stato unito, che ben tranquilli stanno. Non possono venire a fare niente prché proprio i venezuelani non li vogliono qui, perché la gran maggioranza non è idiota. Non è l'USA che ci destabilizza.
Volete sapere cos'è che ci destabilizza?  > il nostro governo.

Andiamo a cominciare con le espropriazioni:

Chavez nel suo momento ha espropriato le terre produttive e le agroculture ch funzionavano in questa terra, secondo lui, per darla ai lavoratori. Un esempio di questo è Agroslena. Non digo che non ci sono state cose cattive, però funzionavano e rendevano la terra produttiva. E avevamo cibo. E lavoro per i lavoratori. Oggi giorno nessuna delle imprese produttive funziona. Non una sola. Non mi credete? cercate questa verità.
E ancora, se volete, cerca il caso di Franklin Brito, un lavoratore della terra (le terre erano sue e lui stesso le lavorava) che fu espropriato da Chavez ed è morto in protesta. E non c'è stata nessuna giustizia per lui.

> Per questo protestiamo

A ragione di questo e di molte politiche economiche errate, e perché importiamo il 90% di quello che mangiamo, dipendiamo dallo stato di cambio per  importare cibo. Cambi che sono stati rubati alle imprese di maletin dai propri funzionari di governo, che loro stessi ammettono: Non sanno dove stanno. Ergo: non abbiamo cibo. E praticamente niente di importato. E come non produciamo nulla, i velezuelani devono fare code di 12, 14 ore e accamparsi per comprare un pollo, un litro di latte, un chilo di farina precotta, un litro di olio, un chilo di zucchero, un rotolo di carta igienica e per voi de contar. E ancora, razionato. Se volete, non credete a me, cercatelo.

> Per questo protestiamo
 
Ho detto che non c'è giustizia. Sapete quanti uccisi ci sono stati in questo paese? Più che in un paese in guerra. Ci sono stati 25.000 morti (e contando) in 15 anni e le cifre solo suben. E il 98% resta impunito. Qui, sinceramente si scende, ti arriegas a che in qualunque momenti ti vanno a dare un tiro. E' così semplice.
Non c'è venezuelano che non sia stato vittima della criminalità in questo paese.
Non abbiamo libertà di stampa: Tante emittenti radiofoniche non hanno potuto esporre questi fatti perché sono state chiuse, e censurati molti giornalisti e canali televisivi. Cerca il caso RCTV.
E di più, se volete uno molto più recente, che del caso di  Gral Vivas che vogliono impossessarsi del suo twitter, ma si getta un morto o sembra?

Non danno cambi  per importare carta per i giornali che non fanno propaganda al regime e raccontano i fatti tali e come sono, pertanto, vanno a finire con loro. Senza carta non c'è giornale. E che casualità, sono solo questi giornali. La citta di Caracas non si acaba di carta e è pura propaganda.
I canali televisivi nazionali non hanno trasmesso NULLA parziale che hanno chiuso la RCTV. Nemmeno la notizia. Per dire che dobbiamo guardare la CNN per vedere cosa succede nel nostro paese e al regime basta eseguire i corrispondenti nazionali, revocandogli il permesso di lavoro e ha minacciato di rimuovere il canale delle società via cavo.
Questo senza menzionare NTN24 e le pagine di internet bloccate.
Noi abbiamo convertito tutto in giornalisti grafici per internet. Se volete controllare mi raccontate di twitter @giovanna.n.diaz

Altro dettaglio: I poteri pubblici delle pertinenze al regime. Abbiamo una presidenza del CNE che celebra il colpo di stato che fece Chavez nel 1992, una fiscal general della repubblica che giustifica gli assassinati del regime per protesta.
Questo è un caso di ora: un ragazzo di 17 anni investito intenzionalmente da una camionetta del PDVSA, da un impiegato del PDVSA tripla frattura cranica!
E la fiscal dice che va tutto bene, che non ci sono problemi perché il tipo stava in pericolo di morte. Dimmi quale pericolo di morte gli stava causando un ragazzo di 17 anni che protestava con una pancarta per tutto questo. Perché gli sono passati sopra con la camionetta?
Una ragazza uccisa dalla Guardia Nazionale Bolivariana: le hanno sparato tiri sul viso e l'hanno uccisa. Si chiamava Geraldine Moreno. E la fiscal o pendenza.
E mentre la sotterrano, Maduro balla e celebra il carnevale in catena nazionale di radio e televisione.
E se di ingerenzia straniera parliamo, Maduro grida "viva Cuba viva Fidel" e in catena nazionale e coglie le bandiere cubane negli spazi pubblici.

Intervista a Gabriela Montero

(La traduzione è stata fatta dal portoghese. Mi scuserete per come l'ho tradotta, in quanto si poteva fare certamente meglio, ma... accontentatevi ^_^ perché comunque sia, si capisce bene lo stesso il senso dell'intervista! E inoltre, la cosa importante è far passare il messaggio.) 
 
"Non ritorno in Venezuela in quanto la dittatura persiste" La pianista venezuelana critica l'autoritarismo e le violazioni dei diritti umani ai governi Chavez e Maduro e attacca il silenzio connivente di colleghi musicisti sulla situazione del Paese.
 
"Ho paura di visitare il Venezuela e non ritornerò al paese, mentre la dittatura persiste. Non voglio correre rischi" 


Gabriela Montero, 43, ha una solida carriera internazionale come pianista, con porte aperte nelle principali sale da concerto di tutto il mondo. Per otto anni, da quando ha lasciato il Venezuela per paura di instabilità, vive a Los Angeles - ma ha seguito con indignazione l'escalation di violenza nel suo paese d'origine. Si tratta di una critica eloquente del governo autoritario di Nicolas Maduro, che da febbraio ha brutalmente represso le proteste di piazza. Nelle reti sociali, la pianista ha condiviso le notizie che riceve dal Venezuela - e attacca l'omissione di personaggi come il direttore d'orchestra Gustavo Dudamel sui crimini del governo. In Italia, dove stava svolgendo un programma di recital, Gabriela ha parlato della loro rabbia per la situazione in Venezuela. 


Cosa ha portato a lasciare il Venezuela?


Ho vissuto a Caracas 2003-2006. Sono stato testimone diretto del processo di deterioramento sistematico attraverso il quale il Venezuela ha iniziato in quegli anni. Ho realizzato, per esempio, come le nostre libertà sono state abbreviate gradualmente. Ho partecipato attivamente alle proteste del 2004 contro il presidente Hugo Chavez. Ed essendo una madre di due ragazze, ho deciso di lasciare il paese quando ho capito che non era più sicuro vivere lì. Sono molto contenta di aver preso questa decisione. Credo che abbiamo il diritto di vivere in una società dove la vita umana è valutata, in una società in cui non si è sottoposti a elevati tassi di criminalità e dove il cibo e le materie prime non sono scarse, nonostante l'afflusso di capitali nell'economia. Soprattutto, io credo nella democrazia, non nel comunismo. Hugo Chavez è un dittatore, e Nicolas Maduro segue lo stesso copione politica del suo predecessore. Negli ultimi quindici anni, il Venezuela ha attraversato una prova terribile. Ma penso che possiamo superare questo momento difficile grazie alla volontà del popolo e il coraggio degli studenti che stanno scendendo in piazza per protestare. Solo così può liberarsi il Venezuela da questa cleptocrazia violenta. 

Hai paura di tornare?


Sì, l'ho fatto. E non ritorno, sopportando la dittatura nel paese. Non mi sento sicura di visitare il Venezuela e non voglio prendere rischi inutili, tanto meno mettere le mie due figlie a rischio.

Nei vostri messaggi sui social network, lei ha riferito ciò che sta accadendo in Venezuela, sempre con forti immagini di persone che hanno abusato del governo Maduro. Come ottiene così tante informazioni?


Ricevo centinaia di messaggi e notizie ogni giorno. La maggior parte di questa roba viene dal mio pubblico, disperato per mostrare ciò che realmente accade in Venezuela - che attualmente vive sotto censura pesante. La mia pagina sulle reti sociali è l'unico modo che queste persone hanno trovato, e così sono diventato una fonte di informazioni per la comunità internazionale.

Hai ricevuto notizie su tortura?


Sì, e sono immagini e relazioni tenebrose. 

L'anno scorso, durante un concerto a Curitiba, le sono arrivati insulti da un attivista chavista quando ha cercato di parlare della situazione politica in Venezuela. Come è stato questo episodio? 


Era la prova che molte persone ancora ignorano che in Venezuela esiste attualmente, sì, una dittatura. Prima di  Maduro, Chávez ha speso una quantità oscena di soldi per aumentare i tifosi di tutto il mondo, il tutto per creare l'immagine di una utopia socialista venezuelano. Ma la gente ancora ignora ciò che sta accadendo nel paese o sono manipolati o sono ingenui - oppure ricevono i benefici direttamente dal governo. Sarebbe imprudente da parte mia dire che il ragazzo che mi ha attaccato al concerto in Curitiba è stato piantato lì da qualcuno del governo Maduro. Tutto quello che dico circa le motivazioni e gli obiettivi è solo speculazione. Per quanto riguarda l'attacco mi ha lasciata turbata, era carino ricevere aiuti dall'orchestra e dal pubblico presente quella sera. Ci sono stati molti che mi ha offerto solidarietà dopo il concerto, che mi ha portata a credere che il mondo si sta svegliando su ciò che sta realmente accadendo in Venezuela. 

"Questo è un momento in cui il silenzio per preservare i propri interessi configura una irresponsabilità. La musica non può essere superiore al dovere civico o alla denuncia di uno Stato che si è dimostrato criminale".


È criticato i dirigenti del sistema, progetto venezuelano di inclusione sociale attraverso l'educazione musicale, perché non avevano posizionato contro la violenza con il governo Nicolás Maduro alle manifestazioni di piazza. Qual è la vostra valutazione del progetto e del suo rapporto con il governo?


Non ho alcun dubbio che ci sia molto da ammirare in un'opera iniziata 39 anni fa dal Maestro Jose Abreu, ideatore del progetto. Il sistema copre circa 450000 studenti di musica in tutto il paese. Ma, come in tutte le grandi imprese, il progetto ha non solo aspetti positivi, ma anche aspetti. So, per esempio, come i genitori e gli studenti del sistema dedicano la loro vita alla musica. Sarebbe un errore monumentale cancellarlo dalla notte al giorno. Non posso dire quanto gli studenti del Sistema credano nello chavismo. Certo, alcuni sono chavisti e altri no. Né si può parlare delle convinzioni di Jose Abreu o membri della Orchestra Giovanile Simon Bolivar. Tuttavia, credo che i nostri atteggiamenti siano più significativi delle nostre parole. Questo è un momento in cui stare in silenzio o rimanere neutrali per preservare i propri interessi configura irresponsabilità. La musica non può essere superiore al dovere civico o la cessazione di uno stato che si è rivelata criminale. I responsabili del sistema dovrebbe pensare al paese nel suo complesso, non solo nel suo programma educativo. Che servono il sistema in una nazione che sta cessando di esistere come tale? 

I responsabili del sistema dicono che il programma aveva già l'assistenza del governo prima del periodo di Chávez, in modo che i beneficiari possono rifiutare la partecipazione a manifestazioni ufficiali. Questa spiegazione ha senso per te?


No. L'eredità di Chávez è molto diversa da quella lasciata dai presidenti precedenti. Il nostro paese ha attraversato una profonda trasformazione, e nel male. Chi si unisce a un governo così disastroso dovrà assumersi le responsabilità. Non c'è modo di confrontare la gestione di Chavez e Maduro loro predecessori. Il governo Maduro è un regno di terrore. La mia unica speranza è che il sistema e gli amministratori aprono gli occhi per il male che il loro silenzio di fronte alle violazioni dei diritti umani nel paese fa. 


Poiché il sistema contribuisce all'immagine del governo chavista?


Quando i musicisti, nelle loro presentazioni, si vestono con una versione stilizzata della bandiera del Venezuela - lo stesso abbigliamento usato dagli attuali governanti del paese - essi effettivamente esprimono sostegno al governo. Nei loro concerti, usavano distribuire opuscoli di propaganda chavista. Il successo del sistema è usato per confondere i problemi che si verificano attualmente in Venezuela. Ho sentito molte persone dire che se il sistema è così meraviglioso, in modo che il governo sostiene il programma dovrebbe essere buono. E' un modo molto intelligente di pubblicità - poco importa se José Abreu lo riconosca o no. 

Il direttore d'orchestra Gustavo Dudamel è una grande star internazionale fuori dal sistema. E' stata molto criticata - dalla signora, anche - per la loro connivenza con il governo e, soprattutto, essere governata da un concerto a Caracas il giorno in cui tre manifestanti sono stati uccisi nella città. Dudamel ha detto che il sistema non è politica e che i loro obiettivi sono la pace e l'amore. È stata una risposta soddisfacente?


No. La mia critica di Gustavo Dudamel è nel suo silenzio circa le scene di brutalità che sono stati elencati nel paese dall'inizio di febbraio, quando le proteste si intensificarono. Se Dudamel è così preoccupato per la pace e l'amore, almeno lui avrebbe dovuto dissociarsi da un governo così violento e oppressivo. Non quello che ha fatto finora. Ma ho ancora la speranza che si leverà in piedi contro le continue violazioni dei diritti umani che vengono inflitte al popolo venezuelano per i loro governanti. Le persone stanno soffrendo. La gente sta morendo. La musica perde tutto il senso prima di una realtà brutale. 

Durante l'infanzia, Lei è venuta per assistere ad un concerto del maestro José Abreu governata, con musicisti di sistema, e poi ha vinto una borsa di studio per studiare negli Stati Uniti. Cosa è cambiato da allora?


Quando avevo 8 anni, ho partecipato a un concorso che il governo venezuelano ha dato il diritto ad una borsa di studio - e ho vinto. La mia insegnante di pianoforte aveva appena lasciato il paese ed i miei genitori, che erano da una semplice famiglia borghese, hanno sacrificato tutto per pagare per i miei studi negli Stati Uniti. Volevo disperatamente rimanere in Venezuela. Ho sognato il giorno in cui da adulta, sarei tornata al mio paese. Ho cercato di portare il mio sogno a buon fine, ma è praticamente impossibile al giorno d'oggi, a causa dei problemi di cui ho parlato. Venezuela è stata tollerabile. Non abbiamo avuto la criminalità che viviamo oggi. Non avevamo l'odio e l'ostilità con cui viviamo ogni giorno. Hugo Chavez ha cambiato lo stato morale e psicologico del paese. 

C'è qualche aspetto positivo Chavez nella vita venezuelano?


L'unico aspetto positivo di Chavez è stato quello di elevare la coscienza sociale delle classi medie e superiori. Credo che noi, come paese, non abbiamo mai avuto molta empatia per la sofferenza e per i problemi sociali, così come l'abbiamo oggi. Siamo più attenti alle esigenze della popolazione a basso reddito, per la speranza che i loro desideri siano ascoltati e rispettati. Credo di sì, quando e se c'è una transizione verso la democrazia, i nuovi leader politici si riveleranno più sensibili a queste ingiustizie e insoddisfazione che provocano - erano, dopo tutto, responsabile per l'elezione diretta di Hugo Chavez nel 1998. Il caso è che Chavez non ha cercato rimedio alle ferite del passato. Non ha lavorato per una società più omogenea, trasparente e funzionale. Invece, ha alimentato il dolore e il risentimento delle classi meno favorite per le classi medie e superiori. La missione di un leader dovrebbe essere l'unità, non di divisione. Oggi, però, il Venezuela è una nazione divisa.
 

"Hugo Chavez non ha cercato di porre rimedio ferite del passato. Anzi, ha alimentato il risentimento e il dolore delle classi inferiori. La missione di un leader dovrebbe essere l'unità, non di divisione, Ma il Venezuela è oggi un paese diviso" .

Espatriati, pezzo per pianoforte e orchestra composta, è un omaggio alle vittime di omicidio in Venezuela. Mentre il pubblico di tutto il mondo hanno ricevuto questa composizione?


Espatriati è stato scritto in omaggio alle 19.336 vittime di omicidi registrati nel 2011. Ma solo lo scorso anno, il numero è salito a circa 25.000. Questo è molto complessa e dolorosa, e la parte che mi auguro è che il pubblico, nel sentirlo, può capire il nostro dolore. L'anno scorso, ho registrato la composizione con l'Orchestra Giovanile delle Americhe, diretta da Carlos Miguel Prieto. Dobbiamo pubblicare l'album nei prossimi mesi.
 

E 'vero che hai preso lezioni con pianista argentina Martha Argerich?

 No, Martha in realtà non insegna. Ma aveva una grande influenza sulla mia carriera come performer. Martha ha cambiato la mia vita tredici anni fa, quando ha ascoltato e ha cominciato a parlare bene del mio modo di suonare. Dopo la sua lode, ci sono stati molti inviti da eseguire. E oggi abbondano.

L'arte può essere separata dalla politica?


In realtà, l'arte non può essere separata dalla vita. Io non sto combattendo per la politica, e non sto parlando di politica. La mia lotta è per la difesa della moralità e rispetto per l'umanità. Faccio opposizione alla brutalità e alla violazione dei diritti umani. E come artista non posso dissociarmi dall'ambiente in cui le persone vivono. Non importa che lavoro avete o che tipo di porta della vita, è necessario entrare in empatia con la vita umana. Il resto viene dopo.