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venerdì 10 febbraio 2017

Michele: "Non posso passare il tempo a cercare di sopravvivere"

LA LETTERA DI MICHELE, SUICIDA A 30 ANNI CHE TUTTI DOVREMMO LEGGERE: DA QUI BISOGNA TROVARE LA FORZA DI NON MOLLARE

La denuncia dei genitori: "Nostro figlio ucciso dal precariato".

Con la seguente lettera, un trentenne friulano ha detto addio alla vita. Si è ucciso, stanco del precariato professionale, e accusa chi ha tradito la sua generazione lasciandola senza prospettive.
La lettera viene pubblicata per volontà dei genitori, perché questa denuncia non cada nel vuoto: «Di Michele - dice la madre - ricorderemo il suo gesto di ribellione estrema e il suo grido, simile ad altri che migliaia di altri giovani probabilmente pensano ogni giorno di fronte ad una realtà che distrugge i sogni».


"Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.

Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.
Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.

Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.

Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.
Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo.

Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.

Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.

Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.
Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.

Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.
Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità.
Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.
Ho resistito finché ho potuto."

Il commento seguente è di Enrico Galiano, uno stimato professore
di Pordenone (classe 77), insegnante di Lettere nella scuola media, scrittore, videomaker:

Volevo solo dirvi questo.

A voi, che avete quindici anni, o venti, e avete letto la lettera del ragazzo che si è tolto la vita.
Capire le ragioni per cui l'ha fatto, quelle vere, è impossibile.
Se lui è arrivato a tanto significa che la sua soglia di sopportazione era giunta al limite.
Il suo gesto chiede solo silenzio e rispetto.

Ma quelle parole, quelle parole no. Quelle parole non chiedono silenzio, ma una risposta.

Tutte, ma soprattutto queste: “Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato”.

Voi, voi che siete qui, che siete vivi, ecco, non credete a quelle parole.
Non credete che ci sia qualcosa che vi è dovuto.
Purtroppo o per fortuna, nel mondo in cui siete capitati, le cose bisogna andare a prendersele, nessuno ti regala niente. Bisogna rischiare, mettersi in gioco, ritrovarsi la faccia nel fango così tante volte da dimenticarsi il colore della propria pelle.

Per i giovani poi, è tutto abbastanza uno schifo, lo so.
Ma non credete che qualcuno vi stia rubando il futuro. Non è così che funziona. Il futuro è qualcosa che ti rubano, sì, ma solo se tu li lasci fare.

Non credete che il dolore che provate sia una truffa, una promessa non mantenuta. La vita è anche dolore, è anche privazione, noia, fame, fallimento. Anzi, vi svelo un segreto: per la maggior parte delle volte è questa roba qui.
È noia e dolore come è estasi e gioia, vittoria ed esaltazione. Fa tutto parte del gioco, nessuna truffa.

Anzi, lasciatevelo dire: certi dolori sono una benedizione. Ti riallineano le percezioni, ti fanno capire di chi ti puoi fidare, e ti fanno vedere anche chi sei tu, chi sei tu per davvero.

Per cui a lui che non ce l'ha fatta, a chi gli voleva bene, un grande abbraccio. Ma a quelle parole c'è solo una cosa da dire, ed è: no.

martedì 4 novembre 2014

Lettera aperta di un avvocato che non lavora

"Mi sento di condividere queste parole di una Collega con la speranza che prima o poi giungano a chi deve solo vergognarsi per aver contribuito a distruggere il nostro Paese...a chi ha iniziato e a chi continua ancora oggi."


Questa lettera non vuole essere nient'altro che quello che è: lo sfogo di chi non ce la fa più a tenersi tutto dentro nell'ennesima giornata in cui si cercano risposte al perché è andata così.
 
Sono un avvocato, mi sono laureata con il massimo dei voti 11 anni fa, ho fatto pratica in uno studio "importante", mi sono subito abilitata alla professione. Ho anche conseguito un Dottorato presso la nostra Università con cui mi onoro di continuare a collaborare, ovviamente senza percepire compensi ed oggi, a 37 anni, io non ho un euro in tasca.
Quest'anno non ho guadagnato nulla; ma non il nulla che si dice tanto per dire o perché si deve evadere; NULLA NULLA.

Faccio parte del popolo della Partita Iva, quello degli evasori per antonomasia; ma di quella parte di quel popolo a cui piacerebbe poter evadere il fisco per una ragione diversa dalla sopravvivenza.
Io non percepisco disoccupazione, non godo di Cassa Integrazione né di procedure di mobilitá, non ci sono ammortizzatori sociali per me che ho perso il lavoro ma non posso dirlo: perché nessuno ti crede, perché un avvocato non può aver perso il lavoro e non può essere disperato.
Non ho un cognome potente ma due genitori che mi hanno insegnato che la dignità viene prima di ogni cosa e per questo non mi sono venduta ad un sistema in cui se fai il "parafangaro", di sinistri falsi ancor meglio, sei sistemato alla grande!

Ho sempre pensato che il Diritto fosse una cosa diversa da un colpo di frusta, che il Diritto fosse studio, ricerca, scoperta, invenzione, educazione, moralità, rispetto delle regole. E, invece, ho capito che non serve nemmeno scrivere in corretto Italiano.

Sono un avvocato che non lavora e che ogni giorno va a caccia di un’idea che le permetta di cambiare pagina e vita cercando di ripetere a se stessa che non ha buttato nella spazzatura gli anni migliori della propria vita.
Non sarò ricevuta dal Papa nè da Renzi perché, fondamentalmente, non esisto. Nessuno crede a un avvocato senza lavoro e senza soldi! Nemmeno la mia cliente che seguo col gratuito e che va far le pulizie riesce a credere che lei guadagna più di me!
Certo in un paese normale non dovrebbe essere così; io e il mio cervello dovremmo essere impegnati in ben altro che nell'invidiare la dichiarazione dei redditi della Colf che il “parafangaro” di cui sopra ha appena assunto, in nero, nella sua bella villetta comprata con l'ultimo sinistro in cui, grazie a Dio, c'è scappato il morto!

Io la mia tragedia me la sono vissuta in silenzio e come me tanti e tanti colleghi con cui ti ritrovi a parlare silenziosamente e mestamente. Ma non è giusto. Tutti giustamente protestano, tutti vanno in TV, tutti si straziano pubblicamente e perché io, che a dicembre, come tanti altri, mi cancellerò da quell'Albo in cui con tanta fatica ho scritto anche il mio nome, dovrei farlo in silenzio? Perché? Per la falsa presunzione che ancora alberga nella gran parte della gente, compresi i parenti più stretti, che l'Avvocato è benestante di default?
Io mi licenzierò perché non posso pagare più la polizza per la responsabilità professionale, perché non potrò iscrivermi alla Cassa Forense, perché devo ancora pagare le tasse dello scorso anno, perché non posso pagare la stampante nuova e nemmeno il toner, perchè.......non ce la faccio più ad umiliare me stessa.

Provo un grande senso di vergogna, oltre che di profonda tristezza, perché quando un libero professionista perde, molla, chiude, non ha nessuno contro cui protestare; non ha datore di lavoro con cui prendersela, perché licenzia sè stesso. Il bello della libera professione......
Ma la vergogna non può essere la mia, non deve essere la mia; la vergogna se la prenda chi ha distrutto una generazione di professionisti, di lavoratori, di giovani; inutile fare penosi elenchi.

Io che il giorno dopo la laurea sognavo file di professionisti che suonavano il campanello di casa mia per offrirmi lavoro; io che non me ne sono voluta andare via, che ho voluto lasciare il mio cervello qui dove era nato, a respirare il respiro del Vulcano, io che ancora credo nel merito personale di ognuno, dico solo che mi dispiace e lo dico rivolgendomi a mio padre che se ne è andato da poco e che ancora si inorgogliva nel dire a tutti che sua figlia era "Avvocato".

Avv. Elisabetta Mottese

mercoledì 19 febbraio 2014

Partono le denunce ai politici italiani


ECCO PERCHE' DOBBIAMO DENUNCIARLI:

5 MILIARDI ERA LA SOLUZIONE

5 MILIARDI DATI AL MONTE PASCHI DI SIENA

5 MILIARDI DATI AD UNA BANCA PRIVATA CHE HA FATTO MORIRE MIGLIAIA DI PADRE DI FAMIGLIA.
5 MILIARDI E POTEVATE SALVARLI... VERGOGNATEVI!!!

sotto trovate l'esempio del trentino che ha introdotto il reddito di garanzia e nella foto la somma totale se l'avessero fatto tutti. 
 
SOLO RIDUCENDO LE PENSIONI D'ORO 

SOLO RIDUCENDO STIPENDI DIRIGENTI
 
SOLO RIDUCENDO FINANZIAMENTO AI PARTITI

SOLO RIDUCENDO PRIVILEGI ALLA CASTA
 
SOLO UNA DI QUESTE COSE POTEVA SALVARLI!


L’ESPERIENZA DEL TRENTINO
Le politiche di reddito minimo tornano (finalmente) a comparire nel dibattito politico. Dopo l’infelice esperienza del reddito di inserimento e quella discutibile della social card è confortante sapere che qualche cosa si potrebbe fare rispetto a una importante forma universale di tutela, che ancora manca nel nostro ordinamento. Come sempre accade quando ci si confronta con misure di carattere innovativo i dubbi e le incertezze possono però esercitare una azione paralizzante.
 Quanto può costare?
 Come evitare la “trappola della povertà”, ovvero la tendenza a permanere nella condizione di eleggibilità?
 Come impedire gli abusi e l’accesso ai soliti furbi?
Può perciò essere interessante guardare all’esperienza promossa dalla provincia autonoma di Trento.

Nel corso del 2009 la provincia autonoma di Trento ha rivisto le proprie politiche assistenziali, introducendo, a partire dall’ottobre dello stesso anno, il “reddito di garanzia”.
L’intervento prevede l’erogazione di un beneficio monetario il cui importo è pari alla differenza tra l’effettiva condizione economica del nucleo e la soglia di povertà relativa, definita in base alle caratteristiche del nucleo stesso.
Ad esempio, una famiglia di tre componenti, con un reddito di 700 euro mensili ha diritto a una integrazione di circa 400 euro. La somma spettante è poi eventualmente integrata di un importo per il sostegno del canone d’affitto. L’intervento è per quattro mesi, rinnovabili dopo verifica e per non più di tre volte in due anni.
L’erogazione (mensile) della spettanza è garantita entro la fine del mese entro cui è stata effettuata la procedura amministrativa, contestuale alla domanda per gli anziani e tutti coloro che lavorano o hanno perso da poco l’occupazione. Per gli altri soggetti l’erogazione è invece subordinata a una valutazione puntuale da parte dei servizi sociali.
La condizione economica dei richiedenti è valutata in base a reddito (al netto delle imposte, delle spese mediche e dell’affitto/rata del mutuo, ma comprensivo di sussidi e di ogni altra voce d’entrata del nucleo) e patrimonio (con la sostanziale sterilizzazione della prima casa), affiancati da indicatori di consumo (auto, ampiezza dell’abitazione, affitto), in base ai quali circa il 17 per cento delle situazioni è stato dichiarato incongruo.

I BENEFICIARI
Da quando la misura è stata introdotta nel 2009 e sino a dicembre 2012, i nuclei beneficiari sono stati complessivamente circa 10 mila, con una media di “ingressi” mensile pari a 251 unità. La misura ha mediamente interessato il 3,9 per cento della popolazione.
Rispetto agli stranieri, ha riguardato il 17 per cento dei soggetti, contro il 2 per cento della restante popolazione. Oltre il 60 per cento dei nuclei interessati è rappresentato da famiglie con minori, mentre quelle di soli ultra 65enni sono il 12 per cento. I casi interessati dai servizi sociali sono l’8 per cento. A dicembre 2012 risultavano assistiti 3.448 nuclei familiari, per un complesso di 10.591 persone.

Il 25 per cento dei nuclei beneficia della misura una sola volta per quattro mesi. Per due volte è il 20 per cento e per tre il 12 per cento. Ciò significa che, nonostante la crisi economica, la misura tende ad avere un carattere provvisorio, ovvero risulta coerente rispetto all’idea di realizzare un ammortizzatore, rispetto alle condizioni di bisogno, che comunque promuova la responsabilizzazione dei soggetti interessati.

Al riguardo occorre osservare che la normativa del reddito di garanzia prevede la sottoscrizione di un impegno alla ricerca attiva di un lavoro e la dichiarazione di disponibilità immediata all’accettazione di un impiego per tutti i componenti del nucleo che non lavorano, pur essendo in grado di farlo.
Per quanto concerne l’efficacia del reddito di garanzia, le analisi mostrano che le famiglie beneficiarie appartengono effettivamente alla fascia di popolazione più deprivata e che il ricorso alla misura avviene non solo per superare episodi transitori di difficoltà economica, ma anche per far fronte a condizioni di povertà strutturale.
 (1) Inoltre, i risultati preliminari dello studio di valutazione controfattuale basato sulla tecnica del difference in differences hanno messo in luce come il reddito di garanzia abbia:
- indotto cambiamenti nei comportamenti di consumo di alcune categorie specifiche di beni, come quelli durevoli;
- causato lievi aumenti della spesa destinata a beni primari come i generi alimentari;
- lasciato pressoché inalterata la partecipazione al mercato del lavoro.

Sul piano più generale, da quando è stato introdotto il reddito di garanzia la quota di soggetti poveri rilevata dall’Istat si è sostanzialmente dimezzata, qualificando il Trentino come l’area con la minor incidenza della povertà in Italia.

L’ENTITÀ DEGLI INTERVENTI E I COSTI DEL REDDITO DI GARANZIA

 
Assumendo a riferimento l’anno 2012, l’integrazione media erogata per nucleo familiare risulta di poco inferiore ai 2mila euro, corrispondenti a circa 631 euro a componente. A livello complessivo, l’onere è stato di 21,4 milioni di euro, dei quali 16,3 a favore delle famiglie con minori. I richiedenti di cittadinanza non italiana hanno assorbito quasi i due terzi delle somme erogate.
L’onere per abitante è stato di circa 40,3 euro. Per avere un termine di paragone, le pensioni assistenziali, erogate in Trentino dall’Inps a cittadini con oltre 65 anni, senza reddito o con reddito inferiore ai limiti di legge, ammontano a circa 15 milioni di euro, associati peraltro a una erogazione media che colloca i beneficiari sotto la soglia di povertà (l’importo base mensile della pensione è pari a 336,79, quello dell’assegno a 408,66 euro).

UNA PREVISIONE A LIVELLO NAZIONALE

 
Quanto è esportabile l’esperienza di Trento? Con quali costi?
Secondo l’indagine dell’Istat, nel Centro-Nord l’incidenza della povertà è pari al 5,3 per cento della popolazione. Un dato abbastanza prossimo a quello del Trentino, se ai locali poveri censiti dall’Istat si aggiungono i beneficiari del reddito di garanzia. Al Sud e nelle Isole la quota quasi quadruplica, portandosi al 21,5 per cento.tabella-cerea
La tabella riporta la stima del costo del reddito di garanzia “modello Trento”, ottenuta moltiplicando la spesa per abitante del Trentino per la popolazione delle singole Regioni, corretta in base alla diversa incidenza relativa della povertà – rispetto a quanto osservato a Trento.

L’onere complessivo, che emerge da questa simulazione, è pari a 5,3 miliardi di euro così ripartiti: 1 miliardo al Nord, 0,6 miliardi al Centro e 3,7 miliardi nel Mezzogiorno. La Regione con la spesa maggiore sembrerebbe la Sicilia, con un costo stimato che supera 1 miliardo di euro, ovvero tanto quanto sarebbe richiesto per finanziare la spesa di tutto il Nord Italia.
Se si volesse contenere la spesa l’entità degli interventi potrebbe essere adattata ai differenti contesti territoriali, prevedendo soglie di “garanzia” che tengano conto del diverso costo della vita almeno a livello di grandi circoscrizioni. Ulteriori economie si potrebbero poi ottenere restringendo l’intervento ai soli nuclei con figli minori.

Alla luce degli assetti costituzionali, il “reddito di garanzia” dovrebbe rientrare fra le competenze regionali dell’assistenza e, come tale, gravare sul bilancio di questi enti. Le Regioni a statuto speciale dovrebbero provvedere con risorse proprie, senza cioè richieste di finanziamenti ulteriori allo Stato.
Adottando alcuni accorgimenti e attivando la misura con una certa “prudenza” i costi potrebbero effettivamente risultare contenuti e del tutto paragonabili a quanto lo Stato già sopporta per il sostegno agli anziani attraverso la pensione sociale. (GIANFRANCO CEREA)

per partecipare alla proposta di Giuseppe Iudici (supportato da molti altri cittadini e avvocati) clicca qui

Aggiornamento: è del mese di febbraio la notizia che le numerose denunce inoltrate hanno preso l'avvio al loro corso giudiziario.
Ma le iniziative non finiscono qui: è stato appena indetto una nuova battaglia contro la famigerata equitalia.

sabato 15 febbraio 2014

La protesta in Italia

Ormai sono molti i popoli nel mondo che vedono calpestati i loro diritti umani da governi che non vogliono, e la gran parte di questi è insorta chiedendo con forza che sia rispettata la dignità delle persone, la libertà di espressione, il diritto alla propria cultura, il diritto a vivere una vita senza dittatura, senza repressione, una vita tranquilla con un lavoro e una famiglia, con la sicurezza per il benessere proprio e del Paese...
E' sulle ultime storie dei popoli vs governi che ho deciso di postare in questi giorni. Non andrò a ritroso nel tempo perché lo scopo è quello di evidenziare quanto le proteste - nel "post-globalizzazione" - accomunano un popolo all'altro. Mentre invece la storia di ogni Paese è a se (...)

Dopo il post dedicato alla manifestazione di protesta del Venezuela avvenuta il 12 e 13 febbraio, pubblico un post dedicato alla manifestazione italiana che si è avuta negli stessi giorni (neanche fosse un gemellaggio!)
Le notizie a seguire sono state estrapolate dala  pagina ufficiale "Resana Castelfranco Presidio" che raccoglie informazioni, aggiornamenti, condivisioni da parte di tutti quei cittadini italiani di ogni categoria (imprenditori, disoccupati, pensionati, casalinghe, studenti, commercianti, artigiani ecc.) che, uniti dal tricolore si prefiggono di raggiungere un obiettivo comune attraverso varie iniziative.
La parola d'ordine è BASTA A QUESTO GOVERNO, ed è uguale per ognuno, pur se con la propria ragione differente o modo personale o politico di pensare, insieme si chiede a questi politici che SE NE VADANO TUTTI A CASA!
Nella pagina si comunica che chi aderisce a questo movimento è invitato ad indossare (durante le manifestazioni) un  giubbino catarifrangente, a non causare disordini o litigi pericoli per i manifestanti e automobilisti etc, a non fare uso di alcolici o sostanze di altro genere. E pertanto si precisa che ogni manifestazione di questo popolo sarà pacifica.

Dunque dicevo, è dalla pagina ufficiale che ho estrapolato le notizie riguardo l'ultima manifestazione che si è svolta il 12 febbraio a Roma. Riporto un breve resoconto di come si sono svolti i fatti, raccontato da viva testimonianza e corredato di foto e video.

Roma - 12 febbraio 2014 -
  Da Questa mattina centinaia di cittadini si stanno radunando a Roma sventolando il tricolore. Nel pomeriggio ci siamo ritrovati a Montecitorio e abbiamo iniziato, da umili e civili cittadini, a consegnare le nostre petizioni in una zona completamente blindata. La gente che arrivava intonava l`inno di Mameli. Poco dopo si sono schierati in assetto polizia e carabinieri, e noi schierati a lato di Montecitorio con la bandiera e una petizione... e poi.. boh... ci son venuti contro.
Ecco... non capiamo il motivo della carica che si è conclusa con circa 4 feriti - tra cui due signore e mamme - e qualche arresto.
 
In questo video si vede la polizia che ha caricato, lasciando circa trenta persone davanti e allontanando tutti gli altri dall'ufficio dove si consegnano le petizioni.
https://www.facebook.com/photo.php?v=768023886560581&set=vb.100000589311089&type=2&theater
 
Ma, voglio dire, siamo cittadini giunti da varie regioni non per rompere vetrine o incendiare le NOSTRE città. Ci siamo radunati a Montecitorio per esprimere il nostro desiderio di volerli mandarli tutti a casa questi politici che non ci rappresentano, e resteremo qui finche non avremmo pulito tutti i NOSTRI palazzi.
Poco dopo la carica, assistendo sconcertati a quanto accadeva, ci siamo detti "a questi gli facciamo paura, ma considerato che non siamo venuti qui per fare risse e neanche per  prenderci delle manganellate, (com'è accaduto oggi) che facciamo?!" Abbiamo deciso di entrare nella chiesa di fronte Montecitorio, composti ed educati. Abbiamo preso posto nei banchi. Alcuni pregavano. Dopo circa un ora sono entrati i poliziotti, anche loro sobri, con caschi, pistole e manganelli, e ci hanno ordinato di uscire.
Il prete che ha assistito all'accaduto non ha detto una parola. Non è intervenuto affatto!
Saremo stati una trentina tra ragazzi, uomini, donne, mamme e due bambini che gridavano e piangevano con la mamma. Chiedevamo asilo alla Chiesa mentre un signore che ci urlava, contro forse qualche vice questore.
Hanno invitato tutti ad uscire con le buone o con le cattive. Il video e le foto parlano da sole. Siamo giunti ad una situazione vergognosa.


Non avendo molte altre parole torneremo li domani e invitiamo tutti gli italiani ad unirsi a noi per agire. Agire non con le forze dell ordine, perche loro hanno i nostri stessi problemi e devono finirla di rischiare anche la loro vita per un misero salario, per proteggere questi traditori, ladri, ecc. Italiani... scendete è ora!
Noi siamo arrivati e abbiamo iniziato come promesso dopo le ferie, anche se siamo sempre stati sui presidi. Siamo stanchi di tutto ciò... vi aspettiamo! E insieme combatteremo con la costituzione affinché escano!

Ps: alcuni cittadini sono all'interno della basilica Santa Maria Maggiore vicino la stazione Termini, da oggi e non usciranno.

Estrapolato da un post: Ultime news appena arrivate da Roma: vi ricordate la foto della signora stesa a terra e tutti a chiedersi cosa fosse successo? Molti hanno iniziato a dire parole come "bufala" o "terrorismo psicologico", ma la verità è un'altra:
Guarda coi tuoi occhi...

beh, del resto si sa che si finiva così oppure bisognerebbe avere le tattiche giuste per non dar modo alla polizia di caricare ... ma da quello che ho visto, caricano lo stesso, ho un fotogramma che secondo me è tangibile, il "comandante" (l'agente) vestito in borghese che colpisce allo stomaco la signora bionda che poi finisce stramazzata terra ....ecco diciamo che questo non me lo sarei aspettata, ma forse è una loro tattica per farci arrabbiare e così si commettono leggerezze... voglio venire li con voi ... non ce la faccio più a stare alla finestra a guardare questo scempio!

(il video che mostra l'aggressione, semmai la foto non fosse credibile) https://www.facebook.com/photo.php?v=800889849926454&set=vb.764015113613928&type=2&theater


Voglio ricordare che il coordinamento 9 dicembre (nato nel 2013) ha creato una pagina ufficiale nata dall'unione tra i gruppi "9 dicembre" e "Resistenza Italiana Torino" per dare la massima visibilità a tutti circa le direttive da seguire e questo il manifesto che spiega perché è nato il movimento:

Riporto integralmente il 

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO DI COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE MANIFESTAZIONI DEL 9 DICEMBRE.
PONTINIA (LATINA), SABATO 7 DICEMBRE 2013.

RESPINGIAMO CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI DESTRA E SINISTRA NELLE MANIFESTAZIONI DEL 9 DICEMBRE, DI QUESTI PARTITI COME FORZA NUOVA CHE FANNO CAPO A ROBERTO FIORE, CHE VORREBBERO STRUMENTALIZZARE QUESTA INIZIATIVA DEL 9 DICEMBRE.

E GUARDA CASO LA STAMPA E I MEDIA MAGGIORI INVECE DI PUBBLICARE LE NOSTRE IDEE DANNO SPAZIO A LORO E PUBBLICANO LE MENZOGNE E LE FALSITA’ DETTE SOLO DA QUESTI SIGNORI, MENTRE I NOSTRI COMUNICATI VENGONO IGNORATI E NON VENGONO MAI TRASMESSI: QUESTO DENOTA IL COINVOLGIMENTO DEL REGIME DIETRO A TUTTO CIO’.

LORO SONO D’ACCORDO CON IL REGIME E FANNO QUESTE DICHIARAZIONI TESE A DENIGRARCI. QUESTI PARTITI SERVI DEL REGIME FANNO SCHIFO.

QUESTA E’ UNA MANIFESTAZIONE DEL POPOLO ITALIANO E BASTA. PRENDIAMO CATEGORICAMENTE LE DISTANZE DA TUTTI QUESTI PARTITI ESTREMI COME FORZA NUOVA O ALTRO, CHE GUARDA CASO, CON LE LORO USCITE, FAVOREGGIANO IL SISTEMA. RESPINGIAMO QUESTI LORO FINTI APPOGGI, TESI SOLAMENTE A FAVORIRE L’ATTUALE REGIME CHE STA DISTRUGGENDO LA SOCIETA’ ITALIANA.

QUINDI, QUESTA E’ LA MANIFESTAZIONE DI TUTTI GLI ITALIANI, INDIPENDENTEMENTE DA COME LA PENSANO. PER QUANTO MI RIGUARDA LE STRUMENTALIZZAZIONI DI QUESTI PARTITI O MOVIMENTI E DELLA STAMPA E DEI MEDIA CHE FANNO CIO', MI FANNO SCHIFO.

AVANTI ITALIANI, NON CI FERMERANNO CON BIECHE MANOVRE TESE A DENIGRARCI, A CALUNNIARCI E A SCREDITARCI. NOI SIAMO IL POPOLO SOVRANO, NON LO DICO IO, LO DICE LA NOSTRA SACRA CARTA COSTITUZIONALE. W L'ITALIA, E CHE SIA LIBERATA UNA VOLTA PER SEMPRE DAI PARASSITI CHE LA STANNO MASSACRANDO. E CHE DIO CI BENEDICA.

DANILO CALVANI

venerdì 14 febbraio 2014

La protesta del Venezuela

Ormai sono molti i popoli nel mondo che vedono calpestati i loro diritti umani da governi che non vogliono, e la gran parte di questi è insorta chiedendo con forza che sia rispettata la dignità delle persone, la libertà di espressione, il diritto alla propria cultura, il diritto a vivere una vita senza dittatura, senza repressione, una vita tranquilla con un lavoro e una famiglia, con la sicurezza per il benessere proprio e del Paese...
E' sulle ultime storie dei popoli vs governi che ho deciso di postare in questi giorni. Non andrò a ritroso nel tempo perché lo scopo è quello di evidenziare quanto le proteste - nel "post-globalizzazione" - accomunano un popolo all'altro. Mentre invece la storia di ogni Paese è a se (...)

Oggi vi voglio parlare di quanto sta accadendo in Venezuela e non perché il problema sia più importante o più grave di quello che vivono in Birmania, in Tibet, in Siria, in Ungheria, in Russia, in Italia... (la lista sta diventando davvero molto lunga purtroppo) ma da qualche parte devo pur cominciare! E così, visto che proprio ieri sono stata contattata da una persona venezuelana che sta partecipando alla marcia di protesta contro il governo Maduro, comincio da questo Paese avendo a disposizione informazioni vive, foto e video da mostrarvi. E sarà proprio per questo motivo che sicuramente posterò più notizie riguardo il Venezuela:non mi fido più delle informazioni che ci danno i media (se non ci danno le informazioni corrette sulle varie situazioni all'interno del nostro paese figuriamoci se ce ne danno su quelle estere che non possiamo verificare!)

VENEZUELA - 13 febbraio 2014 - Aggiornamento ricevuto da fonte locale: Ho appena saputo che il governo ha oscurato la televisione e manda in onda soltanto quello che vuole attraverso l'unico canale che trasmette ancora. Quello governativo. Mi dicono che in tutta Venezuela ormai riescono a leggere le notizie solo attraverso internet e guardare video e foto che riescono a pubblicare i protestanti (ricordo che stanno protestando contro un governo illegittimo che sta privando il paese di ogni minimo diritto umano e civile).



Mi è stato segnalato (con preghiera di diffusione) questo video che mostra cosa è accaduto a Barquisimeto: la guardia nazionale ha sparato contro le persone e ci sono morti accertati (2 studenti e 1 degli aggressori facente parte dei gruppi armati che girano con le moto per la città sparando sulla folla). Decine sono i feriti.
"http://scontent-ord.xx.fbcdn.net/hvideo-ash1/v/t42/1653306_10203296681916684_190498740_n.mp4?oh=2b5bafa2b622c49dc537d929526432ce&oe=52FE4CC8
Se avete installata l'ap instagram potrete cercare le pagine rctv_contigo e potrete vedere la verità raccontata dai post, foto e video di quanti sono scesi in piazza a protestare contro l'illegale governo Maduro (che per vincere le elezioni ha dovuto imbrogliare, in quanto la realtà dei fatti dava per vittorioso Capriles).


Di seguito riporto una concitata testimonianza viva raccolta durante lo svolgimento della manifestazione che è proseguita il 13 febbraio.

"Abbiamo bisogno di aiuto e abbiamo bisogno che tutto il mondo sappia quello che sta accadendo veramente in Venezuela, il governo ha tolto tutti i canali televisivi, non possiamo guardare più niente. I militari sono scesi in strada contro noi. Abbiamo bisogno di aiuto!! Fra poco sto per uscire dalla marcia e dovrò andare su youtube (come tutti) a cercare notizie di aggiornamenti sul corso della protesta nel resto del Paese. Noi faremo la nostra parte pubblicando foto e video in internet perché anche il mondo deve sapere la verità. I vostri giornali (cioè quelli italiani) hanno pubblicato solo una parte di verità, quella che fa passare il nostro governo illegale. Ormai non abbiamo più libertà neanche di espressione, e non abbiamo sicurezza, non abbiamo diritti umani... E inoltre ci sono molti cubani qui... Il governo fa quello che vuole... blocca tutte le notizie e non lascia sapere quello che succede qui.

Spiegami come è nata questa protesta e cosa sta accadendo.

Fea, l'opposizione e gli studenti, ha organizzato una marcia di protesta a livello nazionale in tutte le città del  Venezuela. La guardia nazionale ci spara contro, porta via gli studenti arrestati ... loro stessi li hanno uccisi ...incolpano le donne e gli uomini di questo. Il governo di Maduro ci immobilizza ogni giorno, tiene repressi tutti i media nazionali. Tv e quotidiani... niente passa.
Ieri ha chiuso il segnale dell'unico canale che ancora riusciva ad informarci, NTN24 della Colombia, perché stava facendo passare le notizie di tutto quello che sta accadendo in Venezuela.
Il governo minaccia non lasciarci marciare. Non abbiamo la libertà di espressione, i supermercati sono vuoti senza cibo, le persone devono fare lunghe code per trovare cibo. Ci sono cubani infiltrati nella guardia nazionale. Venezuela è piena di cubani. Succedono molte cose qui che non si sa nel mondo! Il Venezuela ormai è tutta militarizzata, ci sono militari ovunque e tanti carri armati...

Non ho capito perché ci sono cubani infiltrati nella guardia nazionale...

Questo è quello che non capiamo, ma è per loro che la Guardia Nazionale ci tratta così. Il 15 aprile, quando abbiamo protestato per la frode, ci sono stati i cubani a colpire i venezuelani. Ci sono medici cubani che servono nelle missioni del governo, ...medici che si laureano in 6 mesi e sono soltanto medici cubani. Sono migliaia i cubani nazionalizzati venezuelani perché in Venezuela comanda Cuba.
 

Ora capisco... Comunque è certa questa notizia? Lo sai per certo?

Si, si. Prendono la laurea in 6 mesi o al massimo in 2 anni, non di più. Sono medici che non sono preparati, però il governo da a loro missioni da svolgere.

Gli uomini che vanno in moto armati e hanno la benda per nascondersi la faccia, sono loro che sparano sui manifestanti? e pensi che sono cubani?

Non lo sappiamo per certo, ma è gente che manda il governo. Ora vogliono prendere Leopoldo Lopez e Maria Corina Machados, altri leader dell'opposizione venezuelana. Abbiamo il comunismo in Venezuela!

Dittatura, si chiama dittatura...
Pensa che nello stesso giorno in cui è cominciata la vostra protesta, anche a Roma c'è stata una manifestazione contro il governo, ma erano poche persone. Però la polizia all'improvviso ha caricato i manifestanti (mamme, ragazzi, e qualcuno ha portato anche i bambini). Poi i manifestanti si sono rifugiati in chiesa e la polizia è entrata per cacciarli fuori dalla chiesa.

Dittatura e il comunismo di Cuba!! Tutti i poteri pubblici li tiene il governo e per questo non possiamo fare niente!! La cosa è molto brutta in Venezuela.

Mi hai detto che ci solo le persone che fanno lunghe code per trovare cibo. Puoi fare qualche foto per mostrarmi i supermercati con gli scaffali vuoti?

Qui sono le 6:00pm.... Scusa se non rispondo subito... Si posso, ma non ora perché sono tutti chiusi a causa della manifestazione. Posso trovarle in internet. La gente deve fare la fila nei supermercati perché non c'è carta igienica, non c'è latte, zucchero, uovo, pasta, farina e molte cose... non c'è niente nei supermercati.

http://www.youtube.com/watch?v=qaLFIDR-7bY in questo video padre Palmar parla di Maduro e dice la verità sulla morte Chavez


Aggiornamento: Oggi 17 febbraio 2014 le donne sono scese per le strade di tutto il Venezuela, vestite di bianco, al fianco dei loro figli (degli studenti che per primi hanno dissentito e che sono stati duramente repressi dall'esercito) intonando "el pueblo unido jamas serà vencido".

 Sulla neonata pagina SOS Venezuela stanno arrivando molti messaggi e manifestazioni di solidarietà da ogni parte del mondo. Vi riporto un un solo commento/invito molto significativo (spagnolo e italiano):

Elodie Beaudoing: Buenos dias a todos, soy francesa. En la situación actual de Venezuela, la nacionalidad no importa, no hay nacionalidad sino humanos que tienen que luchar por el maravilloso pais de Venezuela. Los extranjeros pueden ayudar tambien compartiendo videos, fotos y muchas otras cosas para que toda la gente del mundo entero sepa lo que esta pasando! Cada persona es una gota de agua y todas esas gotas crean un oceano que creará una ola para luchar y triunfar!! Asi que apoyo todos los venezolanos con todo mi corazón!! y adelante Venezuela!!!!

Buon giorno a tutti, io sono francese. Nell'attuale situazione del Venezuela, non importa la nazionalità, non non c'è nessuna nazionalità ma esseri umani che devono combattere per il meraviglioso paese del Venezuela. Gli stranieri possono aiutare anche con la condivisione di video, foto e altre cose in modo che tutti nel mondo sappiano che cosa sta accadendo! Ogni persona è una goccia d'acqua e tutte queste gocce creano un oceano che creerà un'onda per combattere e avere successo! E' così che appoggio i venezuelani con tutto il mio cuore!! e forza Venezuela!!!



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