Sono sempre di più i paesi nel mondo che stanno legalizzando l'uso della cannabis.
Ultimo in ordine di tempo lo stato americano del Colorado. E il
dibattito, come era prevedibile, si è subito infiammato tra favorevoli e
contrari. Al di là delle posizioni ideologiche da più parti si
sottolinea l'aspetto economico della legalizzazione delle cosiddette
droghe leggere. In particolare l'economista francese Pierre Kopp,
dell'università Paris-I, ha fatto notare come l'alto costo delle
politiche repressive da una parte e i mancati (potenziali) ricavi dalla
tassazione della marijuana dall'altra non fanno altro che togliere
risorse alle casse statali. Una vera e propria rivoluzione socio-culturale che sta animando il dibattito internazionale.
Daltro canto sono oltre 25 anni che la guerra alla droga si combatte senza successo, in particolare nel campo della cannabis, con un costo esorbitante da parte della collettività, che non solo non ricava benefici da questo mercato illegale, ma spende soldi per la prevenzione e la sanzione.
Non sorprende quindi la decisione del Colorado, dove è in corso una vera e propria corsa all'oro verde da parte di produttori, commercianti e consumatori di marijuana. Entrata in vigore il primo gennaio, la norma che legalizza la vendita della cannabis fino a 28 grammi per coloro che hanno compiuto 21 anni e ne consente la coltivazione in casa fino a sei piantine (non più di 12 a famiglia), trasformerà Denver, la capitale dello stato americano in una sorta di nuova Amsterdam. Per gli amanti del genere il conto alla rovescia era iniziato nel novembre del 2012, quando in seguito ai risultati di un referendum il Colorado e lo Stato di Washington hanno concesso il disco verde all'uso della marijuana per scopi ricreativi e medici.
Il mercato potenziale è enorme: secondo una ricerca della società ArcView, le vendite di cannabis legale aumenteranno del 64% tra il 2013 e il 2014, da 1,4 miliardi a 2,34 miliardi di dollari. In Colorado sono state concesse licenze a 348 negozi, che potranno vendere fino a 28 grammi di cannabis ai maggiori di 21 anni. Nello Stato di Washington sono state depositate 3746 richieste di licenza.
Daltro canto sono oltre 25 anni che la guerra alla droga si combatte senza successo, in particolare nel campo della cannabis, con un costo esorbitante da parte della collettività, che non solo non ricava benefici da questo mercato illegale, ma spende soldi per la prevenzione e la sanzione.
Non sorprende quindi la decisione del Colorado, dove è in corso una vera e propria corsa all'oro verde da parte di produttori, commercianti e consumatori di marijuana. Entrata in vigore il primo gennaio, la norma che legalizza la vendita della cannabis fino a 28 grammi per coloro che hanno compiuto 21 anni e ne consente la coltivazione in casa fino a sei piantine (non più di 12 a famiglia), trasformerà Denver, la capitale dello stato americano in una sorta di nuova Amsterdam. Per gli amanti del genere il conto alla rovescia era iniziato nel novembre del 2012, quando in seguito ai risultati di un referendum il Colorado e lo Stato di Washington hanno concesso il disco verde all'uso della marijuana per scopi ricreativi e medici.
Il mercato potenziale è enorme: secondo una ricerca della società ArcView, le vendite di cannabis legale aumenteranno del 64% tra il 2013 e il 2014, da 1,4 miliardi a 2,34 miliardi di dollari. In Colorado sono state concesse licenze a 348 negozi, che potranno vendere fino a 28 grammi di cannabis ai maggiori di 21 anni. Nello Stato di Washington sono state depositate 3746 richieste di licenza.
Anche se nei negozi la cannabis è più cara che in strada, visto che
costa quasi il doppio, i fautori della legge sono sicuri che con questa
legge si toglierà una grossa fetta di mercato alla criminalità. Al
bancone dei coffee shop si deve mostrare un documento di identità e si
può pagare solo in contanti. In questi locali, di solito, si vendono
anche bong, pipe e tutto ciò che serve per fumare. E per i più pigri si
possono comprare anche spinelli già rollati.
A dicembre era l'Uruguay era stato il primo Paese al
mondo a legalizzare l'uso e la coltivazione "libera" della cannabis. Al
termine di 12 ore di dibattito il Senato aveva approvato il testo
definitivo. I deputati avevano già dato il loro ok alla legalizzazione a
luglio. Se la costituzionalità della legge sarà confermata, essa
entrerà in vigore nell'aprile 2014.
La nuova normativa autorizzerà la produzione, distribuzione e vendita di cannabis e permetterà ai privati cittadini di coltivare in proprio l'erba su scala ridotta per poterla rivendere a gruppi di consumatori, ma tutto sotto il controllo e la supervisione dello Stato.
La nuova normativa autorizzerà la produzione, distribuzione e vendita di cannabis e permetterà ai privati cittadini di coltivare in proprio l'erba su scala ridotta per poterla rivendere a gruppi di consumatori, ma tutto sotto il controllo e la supervisione dello Stato.
La
legalizzazione della marijuana in Uruguay è un'iniziativa del presidente
José "Pepe" Mujica, 78enne ex guerrigliero Tupamaros, che tuttavia ha
riconosciuto lo spirito sperimentale del progetto, che va ben oltre le
misure da poco approvate negli Stati americani del Colorado e Washington
o a legge simili in Olanda e Spagna.
In base alla nuova legge, i
consumatori maggiorenni potranno coltivare fino a sei piante per persona
o acquistare la marijuana dai gruppi di coltivatori o un massimo di 40
grammi al mese in farmacia. Dovranno comunque registrarsi presso gli
sportelli del governo. La cannabis rappresenta il 70% del consumo di droghe in Uruguay e il suo uso si è ampiamente diffuso nell'ultimo decennio con circa 200mila consumatori su 3 milioni e mezzo di abitanti.
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