Anche di questa pubblicazione non posso farne a meno, perché mi è arrivata per posta proprio qualche giorno fa, dopo aver parlato ad alcune amiche di quel dialogo che ebbi con Abba agli inizi della mia storia col cancro e della risposta che ricevetti (Giovanni 15, parla della Vite e del tralcio), e del libro che sto pubblicando sul blog "tra i miei libri preferiti" (Sanità e Santità)...
Penso che le coincidenze non siano mai soltanto tali, ma che dietro di esse si celi un messaggio da recepire:
IL MIO CANTO DI OGGI
La mia vita è un istante, un'ora che passa, un momento che mi sfugge e se ne va.
Tu lo sai, mio Dio, che per amarti sulla terra, non ho altro che l'oggi.
Ti amo Gesù. Tende a te la mia anima... Sii tu il mio dolce sostegno.
Regna nel mio cuore. Donami il tuo sorriso, per un giorno solo. Per oggi, per oggi
Che importa, Signore, se l'avvenire è oscuro... No, io non posso pregarti per il domani.
Mantieni puro il mio cuore, coprimi con la tua ombra. E che sia per l'oggi.
Temo la mia incostanza, se penso al domani. E sento nascermi in cuore, noia e tristezza.
Ciò che voglio, mio Dio, è la prova, la sofferenza. E che sia per l'oggi.
Dovrò ben vederti, tra poco, sulla riva eterna, o Pilota divino, mano che mi conduci!
Guida la mia navicella in pace fra le onde in tempesta. E che sia per oggi.
Lascia, o Signore, che mi nasconda nel tuo Volto. Lì il chiasso del mondo sarà spento per me.
Dammi il tuo amore, conservami la tua grazia. E sia per oggi.
Presso il divino tuo cuore, nell'oblio di ciò che passa, non temo più il nemico.
Gesù, donami un posto nel tuo cuore. Per oggi, per oggi.
Pane di vita e del cielo, divina Eucaristia, o mistero insondabile, frutto dell'amore,
vieni, scendi nel mio cuore, Gesù. E sia per oggi.
Santa Vite, degnati di unirti a me. E il mio debole tralcio ti darà i suoi frutti.
Potrò offrirti, Signore, un grappolo dorato. Fino da oggi.
lo non ho che quest'oggi mio fuggitivo per darti in frutto d'amore,
questo grappolo di cui ogni chicco è un'anima. Donami tu, Gesù, il fuoco di un apostolo. E sia per oggi.
Vergine Immacolata, dolce stella che irraggi Gesù e che mi unisci a lui,
Madre, lascia che io mi nasconda sotto il tuo velo. E sia per oggi.
Angelo Custode, coprimi con le tue ali, rischiarami con la tua luce.
Dolce amico, guida dei miei passi, vieni, ti chiamo, aiutami. E sia per oggi.
Voglio vedere Gesù, fuori di ogni nube e di ogni velo. Eppure quaggiù, gli sono tanto vicina...
Il suo amabile volto non mi sarà nascosto che per oggi.
Ben presto volerò a dir le sue lodi. Un giorno senza tramonto splenderà sulla mia anima.
Allora canterò sulla cetra degli Angeli. Canterò l'oggi eterno.
questo blog riporta articoli d'interesse generale, scritti da me o estrapolati da altre fonti.
martedì 1 febbraio 2011
lunedì 31 gennaio 2011
Non posso farne a meno!
Le lettere sono due, ma io ne pubblicherò soltanto una perché davvero non ne posso fare a meno... tutto il resto potrete trovarlo cliccando su questo link
http://www.filomenainrete.com/?p=851
http://www.filomenainrete.com/?p=851
Suor Rita Giaretta e Suor Eugenia Bonetti aderiscono alla manifestazione del 13. Ecco le loro lettere…
admin | January 30th, 2011 - 4:17 pm
Lettera aperta da Caserta di suor Rita Giaretta
Caserta, 27 gennaio 2011
Festa di Sant’Angela Merici
«Se verrete a conoscere chiaramente
che sono in pericolo la salvezza e l’onestà delle figliole,
non dovrete per niente consentire, né sopportare, né aver riguardo alcuno,
se non potrete provvedere voi,
ricorrete alle madri principali e, senza riguardo alcuno,
siate insistenti, anche importune e fastidiose»(Sant’Angela Merici).
che sono in pericolo la salvezza e l’onestà delle figliole,
non dovrete per niente consentire, né sopportare, né aver riguardo alcuno,
se non potrete provvedere voi,
ricorrete alle madri principali e, senza riguardo alcuno,
siate insistenti, anche importune e fastidiose»(Sant’Angela Merici).
Da anni, insieme a tre mie consorelle (suore Orsoline del S. Cuore di Maria), sono impegnata in un territorio a dire di molti “senza speranza”. Un territorio, quello casertano, sempre più in ginocchio per il suo grave degrado ambientale, sociale e culturale, dove anche la piaga dello sfruttamento sessuale, perpetrato a danno di tante giovani donne migranti, è assai presente con i suoi segni di violenza e di vera schiavitù.
Come donna, come consacrata, provocata dal Vangelo di Gesù che parla di liberazione e di speranza, insieme alle mie consorelle, ho scelto di “farmi presenza amica” accanto a queste giovani donne straniere, spesso minorenni, per offrire loro il vino della speranza, il pane della vita e il profumo della dignità.
Oggi, osservando il volto di Susan chinarsi e illuminarsi in quello del suo piccolo Francis, scelto e accolto con amore, ripensando alla sua storia – una tra le tante storie accolte, la quale ancora bambina (16 anni) si è trovata sulle nostre strade come merce da comprare, da violare e da usare da parte di tanti uomini italiani – sono stata assalita da un sentimento di profonda vergogna, ma anche di rabbia.
Ho sentito il bisogno, come donna, come consacrata e come cittadina italiana, di chiedere perdono a Susan per l’indecoroso spettacolo a cui tutti, in questi giorni, stiamo assistendo. E non solo a Susan, ma anche alle tante donne che hanno trovato aiuto e liberazione e alle tante, troppe donne, ancora schiave sulle nostre strade. Ma anche ai numerosi volontari e ai tanti giovani che insieme a noi religiose credono nel valore della persona, in particolare della donna, riconosciuta e rispettata nella sua dignità e libertà.
Sono sconcertata nell’assistere come da “ville” del potere alcuni rappresentanti del governo, eletti per cercare e fare unicamente il bene per il nostro Paese, soprattutto in un momento di così grave crisi, offendano, umilino e deturpino l’immagine della donna. Inquieta vedere esercitare un potere in maniera così sfacciata e arrogante che riduce la donna a merce e dove fiumi di denaro e di promesse intrecciano corpi trasformati in oggetti di godimento.
Di fronte a tale e tanto spettacolo l’indignazione è grande!
Come non andare con la mente all’immagine di un altro “palazzo” del potere, dove circa duemila anni fa al potente di turno, incarnato nel re Erode, il Battista gridò con tutta la sua voce: «Non ti è lecito, non ti è lecito!».
Anch’io oggi, anche a nome di Susan, sento di alzare la mia voce e dire ai nostri potenti, agli Erodi di turno, non ti è lecito! Non ti è lecito offendere e umiliare la “bellezza” della donna; non ti è lecito trasformare le relazioni in merce di scambio, guidate da interessi e denaro; e soprattutto oggi non ti è lecito soffocare il cammino dei giovani nei loro desideri di autenticità, di bellezza, di trasparenza, di onesta. Tutto questo è il tradimento del Vangelo, della vita e della speranza!
Ma davanti a questo spettacolo una domanda mi rode dentro: dove sono gli uomini, dove sono i maschi? Poche sono le loro voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti. Nei loro silenzi c’è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c’è un grande bisogno di liberazione.
E allora grazie a te, Susan, sorella e amica, per aver dato voce alla mia e nostra indignazione, ora posso, come donna consacrata e come cittadina, guardarti negli occhi e insieme al piccolo Francis respirare il profumo della dignità e della libertà.
Sr. Rita e sorelle comunità Rut
venerdì 28 gennaio 2011
voglia di cambiare
Vedi Signore come sono stanco,
schiacciato dal mio lavoro,
indurito dall'abitudine!
Che cosa mi curva così,
con il naso incollato alle cose
da non vederle neanche più?
Mi sento stanco e sterile.
Sono preso dal meccanismo rigido del mio lavoro,
delle mie preoccupazioni,
dei miei obblighi.
Porto il peso di questo incarico come un fardello troppo pesante!
Nessuna sosta gratuita, nessuna fantasia,
non più ispirazione, non più dinamismo...
Del lavoro da stupido!
Ne è troppo,
TROPPO!
Aspiro a fermarmi,
Voglio ritrovare un riposo tutto semplice,
il gusto e la gioia della vita ordinaria.
Voglio contemplare i lillà in fiore.
Voglio gustare il rosa dei mandorli.
Voglio riscaldarmi dolcemente al sole e incantarmi con la sua luce.
Voglio inabissarmi nel silenzio per ritrovare il mio essere
e lasciar rifiorire la mia anima.
Voglio ridiventare me stesso per lasciar respirare tutte le province del mio essere.
Voglio di nuovo dissetarmi alla Tua sorgente,
voglio ridiventare sorgente.
Ah, Signore, Aiutami, Voglio cambiare, cambierò!
Louis Evely
schiacciato dal mio lavoro,
indurito dall'abitudine!
Che cosa mi curva così,
con il naso incollato alle cose
da non vederle neanche più?
Mi sento stanco e sterile.
Sono preso dal meccanismo rigido del mio lavoro,
delle mie preoccupazioni,
dei miei obblighi.
Porto il peso di questo incarico come un fardello troppo pesante!
Nessuna sosta gratuita, nessuna fantasia,
non più ispirazione, non più dinamismo...
Del lavoro da stupido!
Ne è troppo,
TROPPO!
Aspiro a fermarmi,
Voglio ritrovare un riposo tutto semplice,
il gusto e la gioia della vita ordinaria.
Voglio contemplare i lillà in fiore.
Voglio gustare il rosa dei mandorli.
Voglio riscaldarmi dolcemente al sole e incantarmi con la sua luce.
Voglio inabissarmi nel silenzio per ritrovare il mio essere
e lasciar rifiorire la mia anima.
Voglio ridiventare me stesso per lasciar respirare tutte le province del mio essere.
Voglio di nuovo dissetarmi alla Tua sorgente,
voglio ridiventare sorgente.
Ah, Signore, Aiutami, Voglio cambiare, cambierò!
Louis Evely
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