domenica 15 gennaio 2012

Stupro consensiente?

La  Sentenza 37752/11 della Corte di Cassazione è una di quelle che farebbe rivoltare nella tomba la Donna e Avvocata Tina Lagostena Bassi (che Dio l'abbia in gloria!), ma credo proprio che faccia infuriare anche molte di noi (se non tutte!).
Insomma, invece di andare avanti con la promulgazione dei diritti umani, si è praticamente tornati indietro di 40 anni e più, ma tanto è il tempo trascorso da quando la grande Tina ha cominciato a battersi nelle aule dei tribunali  per difendere il diritto di essere delle donne, affrontando quei processi che sono rimasti impressi nella mente di tutti per la barbarie delittuosa commessa nei confronti di Rosaria Lopez, Donatella Colasanti, Fiorella...
La coscienza delle donne italiane verso la fine degli anni '70 aveva cominciato ad evolvere camminando sulla via dell'autodeterminazione, con il forte desiderio di lasciarsi alle spalle la pesante zavorra della concezione maschilista che le aveva tarpato le ali da sempre.
Il risveglio della Dea era iniziato pian piano, seguendo quell'onda  lunga del '68 arrivata da oltreoceano a noi solo a metà degli anni '70.
Il risveglio della Dea era poi diventato brusco e rapido, quando l'orrenda violenza patita da Rosaria e Donatella aveva scosso ogni animo femminile (madri, figlie, amiche...).

Il risveglio della Dea era iniziato per noi 40 anni fa, e giorno dopo giorno quelle donne che si stavano ridestando diventavano sempre più consapevoli, da quando avevano cominciato a prendere coscienza (dopo lo shock iniziale) che le due ragazze  insieme alla gran Donna e Avvocata Tina, stavano scrivendo una fondamentale pagina di storia del femminismo italiano che non sarà di certo la  sentenza 37752/11 della Corte di Cassazione a cancellare!
http://terrycoensurya.blogspot.com/2011/04/tina-lagostena-bassi-la-donna-lavvocato.html

L'articolo che riporto qui di seguito è tratto dal blog Me-Dea http://medea.noblogs.org/2012/01/10/lo-stupro-attenuato/

Tenete le gambe chiuse. Non sorridete, non ammiccate. Mani a posto. Bocca serrata. Non cambiate idea. Non vi fate sorprendere. Siate passive.
E che non vi venga in mente di farvi fare qualche foto, magari osé, come si suol dire…
La modella? Per carità, son vent’anni e senza passare per Palazzo Grazioli che abbiamo capito che è sinonimo di puttana.
Entrare nello studio di un fotografo e spogliarsi, quando non è per il patinassimo e milionario calendario Pirelli, muoversi in modo provocante e disinibito davanti all’obiettivo…sono atti che equivalgono a un invito, ovviamente rivolto all’unica persona presente, vale a dire il professionista che vien pagato per realizzare il servizio: mettimi le mani addosso, costringimi ad un rapporto sessuale…se all’inizio non ho capito e faccio un po’ di resistenza, tranquillo, sono qui per fare delle foto nuda quindi è implicito il mio consenso, ero “edotta della situazione a rischio”…
Sentenza 37752/11 della Corte di Cassazione.
Stuprare una modella che ha posato nuda è fatto di minor gravità, perché la condotta disinibita induce a credere nella disponibilità al rapporto sessuale.


"Si tenga presente che il grado di "giudice di cassazione" si raggiunge automaticamente in base all'età, per cui i giudici che svolgono effettivamente la funzione in Corte di Cassazione sono tutti piuttosto anziani" http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=18161

Lo vogliamo capire o no?
Nude o vestite, modelle o insegnanti, dobbiamo urlare, tirar calci, gridare, mordere, pestare, divincolarci, graffiare e correr via strillando.
Dobbiamo farci picchiare, immobilizzare, strappar via i vestiti, bloccare le braccia, buttare per terra, minacciare.
In caso contrario, lo stupro è attenuato.
Un sì non deve diventare no. In caso contrario, lo stupro è attenuato.
Ma un no rimane no. Nonostante la sentenza n. 37752/11 della Corte di Cassazione.

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